Graziano Pellè, “The Italian goal machine” che ha fatto impazzire Rotterdam (e la Nazionale)

La gioia di Graziano Pellè dopo la rete contro Malta, siglata al debutto in Nazionale.

La gioia di Graziano Pellè dopo la rete contro Malta, siglata al suo debutto in Nazionale.

Non possiamo che aprire ufficialmente il blog con la storia dell’uomo che lo ha ispirato. Parliamo di Graziano Pellè, il ragazzo di San Cesario di Lecce che per imporsi all’attenzione della stampa italiana, ha dovuto emigrare all’estero.

La sua consacrazione il 14 ottobre 2014. Attard (Malta), stadio Ta’ Qali. È qui che va in scena il capolavoro di Pellè. All’esordio in Nazionale, Graziano va subito in gol, regalando a Conte e ai tifosi italiani una vittoria preziosa in chiave qualificazione.

Ora sono tutti ai suoi piedi. Pellè è “The Italian goal machine” e “The Italian stallion“: l’altra faccia di un calcio italiano rabberciato e rammollito che ancora sa farsi apprezzare oltreconfine. La serietà di un bomber prolifico, l’esatto contrario di presunti fenomeni strapagati che fuori dai confini nazionali sanno collezionare solo fallimenti e una diffusa antipatia (vero Mario?).

Mario Balotelli alla lettura delle convocazioni del nuovo CT Antonio Conte

Mario Balotelli alla lettura delle convocazioni del nuovo CT Antonio Conte. Lui non c’è, Pellè sì. Mario fatti una domanda…

Ora il nome di Pellè è sulla bocca di tutti. Ma quanta fatica per arrivare, nella vita. E Graziano lo sa bene. Cresciuto nel settore giovanile del Lecce, esordisce in serie A a 18 anni e mezzo, mentre con la formazione primavera giallorossa conquista tutto quello che c’è da vincere. Ma la strada si fa improvvisamente in salita.

La squadra salentina non gli dà fiducia, sulla panchina leccese arriva il boemo Zeman che gli preferisce i più brevilinei Vucinic, Bojinov e Konan (Konan Alex Cedric? Sì proprio lui. Ora è svincolato dopo un cameo nel Sorrento: chiediamoci come mai).

Nei due anni e mezzo successivi, Pellè viene sballottato da una piazza all’altra (Catania, Crotone e Cesena, poi un breve ritorno a Lecce) senza grandi risultati. Eppure, qualcosa si comincia a intravedere. 6 reti in Calabria, 10 in Romagna…

La stoffa c’è, sono tanti gli addetti ai lavori a notarlo. I CT dell’under-21 Gentile e Casiraghi lo convocano, Graziano risponde presente partecipando agli Europei del 2007 e siglando il rigore che regala agli Azzurri la qualificazione ai giochi di Pechino. Ma il forte centravanti di San Cesario ha bisogno di fiducia, di qualcuno che punti fermamente su di lui trasformandolo nel baricentro di un nuovo progetto. Anche all’estero, perchè no.

Graziano Pellè con la maglia dell'AZ Alkmaar, 2007.

Graziano Pellè all’esordio con la maglia dell’AZ Alkmaar, stagione 2007/2008. Saranno quattro lunghi e dimenticabili anni…

E l’occasione arriva. Nell’estate del 2007, si fa avanti l’AZ Alkmaar allenato dal mitico Van Gaal, che lo strappa al Lecce con un investimento onerosissimo: 6,5 mln di euro. In Salento i Semeraro si fregano le mani. E hanno ragione. Il campionato olandese sembra perfetto per le caratteristiche fisico-atletiche di Pellè.

Ma Graziano sembra un lontano parente del prode centravanti ammirato a Cesena, fatica a segnare ed entra in un tunnel in apparenza senza via d’uscita.

Le prime due stagioni scorrono via senza acuti, Van Gaal se ne va accettando l’offerta del Bayern Monaco.

Arriva Advocaat ma il copione è sempre lo stesso, Pellè segna con il contagocce e si accomoda spesso in panchina. Nel 2010 cambia ancora il direttore d’orchestra, Verbeek rimpiazza Advocaat ma lo spartito è impietoso: i due non legano e tra Pellè e AZ è rottura totale.

Il 2 luglio 2011 pone fine a 4 anni di luci e ombre: Pellè torna in Italia e lo fa a Parma, alla corte di Franco Colomba, alla modica cifra di un milione di euro. Pellè si è deprezzato, ma il giocatore non ha ancora compiuto 26 anni, può ancora esplodere. L’esordio al “Tardini” è bagnato da un gol, siglato in Coppa Italia col Grosseto. Ma è un fuoco di paglia. Il Parma in campionato fatica all’inverosimile, Pellè non viene impiegato con continuità e in 11 presenze segna appena una rete, proprio contro il suo amato Lecce.

Sampdoria-Nocerina serie B

Gennaio-giugno 2011, 16 presenze e 4 reti con la maglia della Sampdoria. Niente di eccezionale, il vero Pellè doveva ancora esplodere…

A gennaio gli tocca fare le valige. È la Sampdoria a volerlo, in serie B. Il nuovo allenatore blucerchiato Beppe Iachini, che ha sostituito da poche settimane Gianluca Atzori, ha bisogno di un alter-ego di Nicola Pozzi, che a suon di gol sta cominciando a trascinare i blucerchiati verso posizioni di classifica più nobili.

Pellè arriva in punta di piedi, sa di partire come riserva del summenzionato collega di reparto, ma quando tocca a lui si fa trovare pronto. Sono due le doppiette di Graziano in maglia blucerchiata, a Cittadella e in casa con la Nocerina. Gol da attaccante vero, da rapinatore d’area, quattro reti da falco. A giugno la Samp torna in serie A e Pellè torna in Emilia.

È giunto il momento di spiccare il volo. Agosto 2012, Pellè sa che a 27 anni ha bisogno di un progetto serio, anche all’estero. Si fa avanti il Feyenoord. Come, ancora l’Olanda? Ma all’AZ era andata malissimo!

A Graziano non interessa, il tecnico della squadra di Rotterdam Ronald Koeman intende organizzare la squadra attorno a lui. Ha bisogno di un centravanti-boa da piazzare là davanti e Pellè fa al caso suo. Il giocatore si trasferisce al Feyenoord in prestito, i tifosi del club della Mosa lo guardano sprezzanti. «Ma come, puntiamo tutto su quello che all’AZ giocava e non segnava mai?»

Graziano Pellè esulta dopo uno dei 50 gol segnati in 57 presenze con la maglia del Feyenoord. Nasce il mito dell'

Graziano Pellè esulta dopo uno dei 50 gol segnati in 57 presenze con la maglia del Feyenoord (no, non è l’AS Roma). Nasce il mito dell'”Italian stallion”

Pellè si tappa le orecchie e pensa a giocare. E segnare. A raffica. 14 gol in altrettante partite.

Nel giro di qualche settimana, a Rotterdam Graziano diventa un mito. Il suo taglio di capelli diventa uno status-symbol, tutti i giovani tifosi del Feyenoord vanno dal parrucchiere chiedendo una pettinatura “alla Pellè”.

Mentre stuoli di ragazze olandesi si sciolgono di fronte alla bellezza mediterranea di Graziano, il bel tenebroso proveniente dal Paese del sole, del mare e della pizza (ah la mafia, dimenticavo).

Anche in Italia si comincia a parlare di lui, ma solo come uomo-copertina, non come bomber di razza, accusandolo di sfondare le reti avversarie solo per via del basso livello tecnico del campionato olandese.

Ad Alkmaar non lo riconoscerebbero più. Pellè segna a raffica e in tutti i modi, è il terrore delle difese avversarie. A fine stagione saranno 27 reti in 29 partite, secondo nella classifica dei cannonieri con il Feyenoord terzo in classifica e qualificato in Europa League.

Nella stagione 2013/2014 il ragazzo si conferma su altissimi livelli, realizzando la bellezza di 23 reti in 27 partite, segnando e facendo segnare Te Vrede e Boetius, i suoi compagni d’attacco nel tridente delle meraviglie schierato da Koeman.

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Stropicciatevi pure gli occhi, adesso. Eppure, in tempi non sospetti, c’era chi su Facebook creava una pagina per chiederne la convocazione in Nazionale…

Nell’estate del 2014 l’occasione di una vita. Koeman viene ingaggiato dal Southampton. Il mister porta con sè in Inghilterra il suo pupillo. Contratto faraonico per Pellè, che firma per tre anni con i “Saints” a 2,5 mln di euro all’anno.

Per il ragazzo di San Cesario è la svolta definitiva della carriera. Segna subito in Capital One Cup contro il Millwall, in campionato si sblocca subito contro il West Ham.

Con il Newcastle la prima doppietta, poi alla sesta giornata, in casa contro il Qpr, (si) regala una rovesciata pazzesca con cui si guadagna le copertine di tutta Europa. Una settimana dopo, in casa contro il Sunderland, partecipa con una doppietta al festival del gol con cui i Saints travolgono 8-0 i Black Cats.

Graziano Pellè ha realizzato il gol del vantaggio azzurro nell'amichevole contro l'Inghilterra, giocata a Torino il 31 marzo 2015 e pareggiata nell'ultimo quarto d'ora da un missile di Townsend.

Graziano Pellè ha realizzato il gol del vantaggio azzurro nell’amichevole contro l’Inghilterra, giocata a Torino il 31 marzo 2015 e pareggiata nell’ultimo quarto d’ora da un missile di Townsend.

Finalmente, anche l’Italia si accorge di lui. Il nuovo CT della Nazionale Antonio Conte lo convoca per la sfida contro Malta. E qui si chiude il cerchio del nostro racconto, Pellè prima inneggia alla sfortuna colpendo di testa la traversa, poi sfrutta un rimpallo in area di rigore appoggiando in rete col piattone il gol del vantaggio (e della vittoria).

Nella seconda parte della stagione, Pellè è vittima della sfortuna. Colpisce legni a ripetizione e il Southampton non riesce a conservare il quarto posto in classifica che aveva occupato per diverse settimane.

Alla fine, per i Saints sarà settimo posto e quindi qualificazione all’Europa League. Lo score finale di Pellè nella sua prima stagione in Premier sarà di 12 reti in 38 presenze.

Alle porte dei 30 anni, il primo aprile Graziano segna il suo secondo gol in Nazionale, nell’amichevole giocata contro la “sua Inghilterra”. Graziano sblocca il match con un perfetto colpo di testa a prolungare sul secondo palo il perfetto assist di destro di Chiellini.

Per il centravanti del Southampton, due reti in tre presenze con la maglia azzurra.

Conte ne ha provati tanti, nel suo ruolo. Chissà che non si sia definitivamente convinto di puntare una volta per tutte sull’attaccante di San Cesario…                                          .

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