Christian Nanetti, il fantasista emigrato a Londra per battere in duello il suo amico Sterling

Raheem Sterling contro Christian Nanetti. Siamo nel 2010, entrambi militano nell'Academy del Qpr. Un giorno Sky Sports li fa sfidare in una gara di palleggi e giochi circensi. Nanetti la vince.

Raheem Sterling contro Christian Nanetti. Siamo nel 2010, entrambi militano nell’Academy del Qpr. Un giorno Sky Sports li fa sfidare in una gara di palleggi e giochi circensi. Nanetti la vince.

«Christian is the winner, Raheem the loser».

Ha perso, Sterling. Raheem Sterling, ala destra del Liverpool e della Nazionale inglese, un calciatore senza bisogno di presentazioni: tecnica cristallina e micidiale nel dribbling uno contro uno. Ma almeno una volta, qualcuno ha fatto meglio di lui.

Stiamo parlando di un ragazzo bolognese, cresciuto nel San Lazzaro e ingaggiato dal Qpr a 17 anni.

A metà giugno 2008, un caro amico di Flavio Briatore mi contattò chiedendomi se fossi intenzionato ad andare a Londra per un provino con il QPR. Accettai volentieri e mi presero», ha raccontato Christian Nanetti nell’intervista rilasciata di recente al sito di Gianluca Di Marzio.

Nanetti ai tempi della sua esperienza al youth team del Qpr, nel 2008. Due anni dopo la società londinese non gli rinnova il contratto e il ragazzo si butta giù, rifiutando le offerte importanti del Brighton e del Bradford.

Nanetti ai tempi della sua esperienza al youth team del Qpr, nel 2008. Due anni dopo la società londinese non gli rinnova il contratto e il ragazzo si butta giù, rifiutando le offerte importanti del Brighton e del Bradford.

Da Bologna a Londra, con tanti saluti a famiglia, amici e compagni di scuola. «Bisogna essere matti per dire di no all’Academy del Qpr», avrà pensato Nanetti, che tutto sommato, dentro di sé, un po’ di sana pazzia ce l’ha per davvero.

In effetti, non è da tutti rifiutare le offerte di Brighton e Bradford, due rispettabilissime realtà del calcio inglese.

Specialmente se si vuole diventare giocatori professionisti, dopo che a Londra non ti hanno rinnovato il contratto, lasciandoti in mezzo a una strada ancora da immaginare, figuriamoci da tracciare per stabilire i tuoi obiettivi per il futuro.

A 19 anni, è normale prendere decisioni affrettate. Quanti errori, quante leggerezze si commettono da giovani. Le ha pagate care Christian Nanetti, che dentro e fuori dal campo tutti chiamano semplicemente «nano».

Con un subdolo riferimento alla sua altezza non proprio da corazziere? Forse sì, ma cosa importa: il ragazzo punta tutto sulla velocità e sul dribbling nello stretto. Per non parlare delle sue doti tecniche, che gli sono valse nel 2010 la ribalta televisiva.

Nanetti, in questa insolita sfida a colpi di palleggi e numeri da circo, se la deve vedere con Sterling, futuro cannoniere del Liverpool e della Nazionale inglese. Da allora i due sono grandi amici.

Nanetti, in questa insolita sfida a colpi di palleggi e numeri da circo, se la deve vedere con Sterling, futuro cannoniere del Liverpool e della Nazionale inglese. Da allora i due sono grandi amici.

Sveliamo l’arcano.

Solamente cinque anni fa, Nanetti era una delle stelle più luminose dell’Academy del Qpr, il vivaio della squadra londinese con sede a Loftus Road. A fargli compagnia, un precoce ragazzino di origine giamaicana, Raheem Sterling, già nel giro delle rappresentative giovanili più grandi.

Un bel giorno, i dirigenti della società li convocano per una comunicazione importante.

«Ragazzi, oggi avrete i vostri cinque minuti di celebrità».

Al quartier generale di Harlington, infatti, stanno per arrivare le telecamere di “Soccer AM Gold”, una delle trasmissioni sportive più importanti di Sky Sports. La Tv satellitare offre al Qpr una vetrina eccezionale: i due giocatori più talentuosi dell’Academy si devono sfidare in una gara di palleggi prima dell’allenamento.

I due prescelti? Ovviamente, Christian Nanetti e Raheem Sterling.

Il giovanissimo Raheem Sterling, che ha fatto tutta la trafila del settore giovanile del Qpr prima di passare nel 2010 al Liverpool. Già allora Sterling era un piccolo prodigio, abituato a giocare con ragazzi più grandi di lui.

Il giovanissimo Raheem Sterling, che ha fatto tutta la trafila del settore giovanile del Qpr prima di passare nel 2010 al Liverpool. Già allora Sterling era un piccolo prodigio, abituato a giocare con ragazzi più grandi di lui.

La contesa si tiene sotto gli occhi curiosi dei compagni di squadra, che accompagnano le magie dei due giocolieri improvvisando un ricco repertorio di gag che contribuiscono ad aumentare il già elevato tasso di spettacolarità della sfida.

La gara si svolge attraverso tre differenti step, che vedono i due giovani talenti esibirsi in numeri da circo sempre più contorti e difficili, esaltati dalle urla di approvazione dei compagni che si gustano le prodezze dei due campioncini in erba.

Al termine della sfida, la palla passa alla giuria in studio, che ha l’ingrato compito di decretare il vincitore. Tutto si decide sul filo dei secondi. Sono in cinque a votare: Sterling passa subito in vantaggio 2-0, ma Nanetti guadagna il voto degli altri tre giurati, battendolo per tre voti a due.

D’accordo, il calcio non è fatto di soli palleggi.

Christian vuole a tutti i costi diventare un giocatore professionista. Per farlo, ci vogliono tenacia e sacrifici. Il ragazzo sta lottando duramente per raggiungere questo traguardo.

Christian vuole a tutti i costi diventare un giocatore professionista. Per farlo, ci vogliono tenacia e sacrifici. Il ragazzo sta lottando duramente per raggiungere questo traguardo.

Per diventare campioni, bisogna possedere un bagaglio di doti tecnico-tattiche che vanno al di là della mera capacità di far rimbalzare un pallone senza mai farlo cadere per terra. Ma Christian, nel 2010, sembra avere tutto per sfondare.

A 19 anni, il mondo sembra ai suoi piedi. Il magico mondo del professionismo è lì a un passo, ti sembra quasi di poterlo toccare con le mani. Ma quando sei lì per abbracciarlo, ti sfugge dalle mani e ti sembra di averlo perso per sempre.

Succede a tantissimi, di perdere il treno per il successo.

A molti di non riuscire più ad acchiapparlo, perdendo ogni speranza. Ad alcuni di crederci fino in fondo, come capita a Nanetti, che anche se non è più un ragazzino e gioca nel Dover Fc, prima serie dilettantistica del calcio inglese, lotta ogni giorno per realizzare il suo sogno: diventare giocatore professionista, arrotondando le poche sterline che prende dal club dell’omonima cittadina del sud-est dell’Inghilterra, facendo il cameriere.

Nanetti, dopo un lungo girovagare tra squadre dilettantistiche inglesi, nel luglio 2014 si accasa al Dover, dove si guadagna copertine importanti che gli valgono il soprannome di "Dover Zola".

Nanetti, dopo un lungo girovagare tra squadre dilettantistiche inglesi, nel luglio 2014 si accasa al Dover, dove si guadagna copertine importanti che gli valgono il soprannome di “Dover Zola”.

Strano il calcio, strana la vita. Batti Sterling e qualche anno dopo, ti ritrovi a giocare di fronte a poche centinaia di persone, mentre Raheem, il tuo amico Raheem, a soli 19 anni gioca titolare nella Nazionale inglese ed è uno degli idoli della Kop, la mitica curva dello stadio “Anfield Road” dove si assiepano i tifosi più caldi del Liverpool che cantano a squarciagola «you’ll never walk alone».

Contrariamente al celeberrimo inno della Kop, Nanetti per qualche anno ha dovuto camminare da solo, in una realtà inglese dove il mancato passaggio al professionismo alle soglie dei vent’anni è quasi sempre una condanna a morte.

Ma l’attaccante bolognese non si arrende, nonostante un paio di decisioni che col senno di poi si sono rivelate deleterie.

Subito dopo la rescissione con il Qpr, il Brighton si fa avanti per proporgli un contratto. Christian rifiuta, desideroso di giocare in una piazza più ambiziosi e geograficamente vicina alla sua Londra, dove tiene casa e amici.

Velocità, tecnica, imprevedibilità nei movimenti e freddezza sui tiri dal dischetto sono le principali qualità di Christian Nanetti.

Velocità, tecnica, imprevedibilità nei movimenti e freddezza sui tiri dal dischetto sono le principali qualità di Christian Nanetti.

«Grazie ma non mi interessa», la sua risposta ai Seagulls, rifiutando una proposta analoga del Bradford, che gli chiede di rimanere dopo un provino di una settimana andato benissimo e impreziosito da un gol nel “friendly match” giocato contro lo Sheffield Wednesday.

A questo punto Nanetti decide di tornare in Italia.

Capisce di aver fatto una cazzata. Ha bisogno dell’affetto dei genitori e degli amici, che gli consigliano di non demordere. «Ce la puoi ancora fare: sistema le tue cose in valigia e riparti per l’Inghilterra».

Detto fatto, Christian torna a Londra dove gli arriva la chiamata degli scozzesi del Raith Rovers. Gioca una partita di FA Cup e tutto sembra andare per il verso giusto, ma all’improvviso la svolta: la società è costretta a mandarlo via, comunicandogli di non potersi permettere di tenerlo in squadra per ragioni economiche.

Le due bandiere che sventolano sul "Crabble Athletic Ground", lo stadio che ospita le partite interne del Dover Fc, la squadra dove milita attualmente Nanetti.

Le due bandiere che sventolano sul “Crabble Athletic Ground”, lo stadio che ospita le partite interne del Dover Fc, la squadra dove milita attualmente Nanetti.

Mica facile reagire, a questo punto. Ma Nanetti trova l’ancora di salvezza in Jamie Lawrence, ex giocatore di Leicester e Bradford che lo fa allenare duramente presso la sua scuola calcio di Wandsworth, nel sud di Londra, dove il fantasista bolognese ritrova la fiducia che aveva perso per strada.

Di lì a breve, il ragazzo si impone come una delle stelle della Conference Premier, l’equivalente della nostra serie D, dove milita dalla fine nel 2010, facendosi apprezzare da tifosi e addetti ai lavori per le sue doti tecniche fuori dal comune.

Attualmente, Nanetti gioca nel Dover Fc, squadra dell’omonima cittadina nota per le sue “bianche scogliere” e per uno dei climi più miti di tutta la Gran Bretagna.

Un’esperienza che arriva al termine di quattro anni molto intensi, trascorsi con le maglie di Ashford Town, Harrow Borough, Lewes, Afc Wimbledon e Havant & Waterlooville, fino al trasferimento a Dover nel luglio 2014.

Con la maglia dell'Havant, Nanetti ha disputato nella stagione 2013/2014 la stagione più bella della sua carriera, che gli è valsa la chiamata di un club di categoria superiore, il Dover.

Con la maglia dell’Havant, Nanetti ha disputato nella stagione 2013/2014 la stagione più bella della sua carriera, che gli è valsa la chiamata di un club di categoria superiore, il Dover.

La stagione migliore della sua carriera l’anno scorso con la maglia dell’Havant, dove ha totalizzato 43 presenze e 12 reti, di cui sette su rigore.

Un’annata da protagonista che gli è valsa la chiamata del Dover Fc, squadra che milita nella Conference Premier (l’equivalente della nostra serie D) e che ha sfidato il 4 gennaio 2015 il Crystal Palace in FA Cup.

Un match senza storia, terminato 0-4 in favore degli ospiti, con Nanetti che è entrato nella ripresa per il suo esordio assoluto nella manifestazione più affascinante dell’intero panorama calcistico europeo.

Ma a “nano” Nanetti, che da piccolo gli amici chiamavano anche “ronnie”, tutto questo non basta.

Christian vuole a tutti i costi diventare un giocatore professionista. Per farlo, ci vogliono tenacia e sacrifici. Il ragazzo sta lottando duramente per raggiungere questo traguardo.

Christian vuole a tutti i costi diventare un giocatore professionista. Per farlo, ci vogliono tenacia e sacrifici. Il ragazzo sta lottando duramente per raggiungere questo traguardo.

«Me lo sono promesso: quello che voglio è di diventare un giocatore professionista». Magari come Sterling, anche se non ai suoi livelli. La Premier League è un sogno lontano, ma non bisogna mai porsi limiti, pur rimanendo sempre coi piedi per terra.

Come ha fatto Sterling, con cui Nanetti si sente ancora regolarmente. L’ultimo sms qualche mese fa, prima del match dei Mondiali tra Italia e Inghilterra, dove Christian gli ha confessato che avrebbe tifato contemporaneamente per lui e per gli azzurri.

Nessun sentimento di invidia: non si rosica per un caro amico che condivide con te l’amore per il più bel gioco del mondo.

Una passione che si vive allo stesso modo ad “Anfield Road” e al “Crabble Athletic Ground” di Dover, dove Sterling e Nanetti si ritrovano a giocare inseguendo un pallone, nel ricordo di quella sfida circense che li ha uniti in una sincera e immortale amicizia.

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