Marcello Trotta, il bomber tornato da Londra per diventare il “Drogba bianco”

1) La storia

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Un anziano aborigeno australiano che trasuda eleganza e mistero da ogni poro della pelle. E paura. Pensa farsi asportare gli incisivi da uno così per diventare adulto…Meglio rimanere bambini a vita, no?

Gli aborigeni, nel passaggio dalla giovinezza all’età adulta, ricorrono a un rito di iniziazione molto particolare: l’estrazione dei denti incisivi, un costume diffuso anche presso alcune tribù africane.

Nella storia dell’uomo, per regolare il transito tra queste due fasi fondamentali della vita, le comunità primitive hanno fatto ricorso a pratiche più o meno simboliche, caricando alcuni di questi rituali di un valore addirittura esoterico. Oggi, (s)fortunatamente, i tempi sono cambiati. L’ingresso nella maggiore età è segnato, per i comuni mortali, dal conseguimento della patente di guida.

Poi ci sono i casi particolari. Come quello di Marcello Trotta, il 27 aprile 2013.

Quel maledetto 27 aprile, quando sulla testa di questo ragazzone casertano, tra i prospetti più interessanti del calcio italiano, è piombato un macigno pesantissimo, capace di abbattere un toro (ma non lui). Un’enorme pietra che nelle 48 ore successive gli ha procurato una terribile insonnia.

E per un’intera stagione, quella successiva, gli ha fatto vivere un supplizio degno di Tantalo. Ma cos’è successo di così grave quel giorno di primavera?

Il luogo del delitto è lo stadio “Griffin Park” di Londra, dove il Brentford si gioca nello scontro diretto contro il Doncaster Rovers la promozione diretta in Championship. Per tornare nel secondo livello del calcio inglese, i Bees (le api) hanno un solo risultato a disposizione: la vittoria.

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Il pallone che parte dal dischetto come sparato da un cannone, la traversa, la ripartenza del Doncaster che porta al gol e taglia le gambe al Brentford. I 60 secondi che nel bene e nel male, Marcello Trotta non dimenticherà mai.

Quando il salto diretto di categoria sembra sfumato, tragicamente rinviato alla lotteria dei play-off, con appuntamento finale a Wembley, al quinto minuto di recupero il Brentford conquista un calcio di rigore.

Si avvicina al dischetto il capitano O’Connor, ma il ventenne attaccante italiano Trotta (portato in Inghilterra dal Manchester City per poi essere acquistato dal Fulham), entrato a dieci minuti dalla fine, gli strappa il pallone dalle mani e decide con coraggio: «Lo batto io».

E lo sbaglia, calciando una mina contro la traversa. Dulcis in fundo, si fa per dire, il Doncaster riparte in contropiede e suggella la promozione con un gol a tempo scaduto che fa sprofondare il pubblico di casa in un silenzio irreale, rotto dalle urla di gioia provenienti dal settore ospiti, colorato per l’occasione dalla lunga striscia bianco-verde dei tifosi proveniente da Doncaster.

«Ero sicuro, me la sentivo: mi è crollato il mondo addosso. La mia fortuna sono stati i compagni e la società, mi hanno dato una grande mano».

Ma la mano più grande se l’è data da solo, la stagione seguente, quando ha trascinato i Bees alla promozione in Championship, a distanza di 22 anni dall’ultima volta. Una grande soddisfazione personale, impreziosita da 12 reti stagionali e premiata con la tanto attesa convocazione nell’under-21 di Gigi Di Biagio.

Due gol in 4 presenze. Questo il bilancio di Marcello Trotta con la maglia dell'under-21. L'esordio il 5 marzo 2014 contro l'Irlanda del Nord: un debutto magnifico, bagnato dal gol dello 0-2 che ha lanciato l'Italia verso la qualificazione agli Europei del 2015.

Due gol in 4 presenze. Questo il bilancio di Marcello Trotta con la maglia dell’under-21. L’esordio il 5 marzo 2014 contro l’Irlanda del Nord: un debutto magnifico, bagnato dal gol dello 0-2 che ha lanciato l’Italia verso la qualificazione agli Europei del 2015.

Con la maglia azzurra, segna all’esordio contro l’Irlanda del Nord candidandosi a vestire i panni del protagonista nei prossimi Europei di categoria, in programma in Repubblica Ceca nel prossimo mese di giugno.

Ma prima di guardare al futuro, occorre dare uno sguardo al passato. Precisamente al 2008, quando Trotta era una giovane promessa del settore giovanile del Napoli, lui che è nativo di Portico di Caserta. A sedici anni non ancora compiuti, Marcello disputa una partita con la rappresentativa italiana under-15.

Sugli spalti, un osservatore del Manchester City, che a fine partita chiama la segreteria del “Maine Road” raccomandandosi di prenderlo subito.

Il City, come tutte le più importanti società calcistiche inglesi, punta molto sui giovani promettenti e strappa Trotta al Napoli, portandolo a Manchester per uno stage di tre mesi.

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Era poco più che un ragazzo, Marcello, quando lasciò Napoli per Manchester. Brevissima l’esperienza al “Maine Road”: appena tre mesi, prima di passare al Fulham, tappa fondamentale della sua crescita calcistica e umana.

Scaduto il periodo di prova, i Citizens lo lasciano andare al Fulham, destinazione Londra, dove all’inizio vive con mamma Michela e poi in una famiglia. In Inghilterra funziona così: mattina scuola, pomeriggio in campo e la sera a nanna presto, sotto stretta sorveglianza della famiglia che ti ospita.

L’inizio è duro, come succede a tutti i ragazzi della sua età. Ma nel giro di qualche settimana Trotta si ambienta alla grande. Londra è una grande città dove le occasioni di svago non mancano, come racconta in un’intervista rilasciata a Tuttosport.

«Una città stupenda, rimani sbalordito, tutto funziona alla perfezione. Ricordo il mio stupore all’inizio: pagavo qualcosa e mi davano il resto giusto, non dovevo stare lì a controllare come a volte capita da noi».

I progressi nell’adattamento allo stile di vita londinese si vedono anche in campo, dopo che Marcello, nella stagione 2009/2010, totalizza 2 reti in 6 presenze con l’under-18 del Fulham.

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Gol a raffica con l’under-18 e le riserve del Fulham spalancano a Trotta le porte della prima squadra. Assaggia il prato del “Craven Cottage” nel luglio 2011, pur senza scendere in campo.

Di Trotta colpisce la struttura fisica: robusta ma allo stesso tempo agile, condita da buone qualità tecniche e una naturale predisposizione a muoversi su tutto il fronte dell’attacco per aiutare i compagni nel processo di costruzione della manovra. Il ragazzo vive sul filo del “dai e vai”, movimento a rientrare e movimento a uscire, sempre con l’area di rigore nel mirino.

Nella stagione 2010/2011, è protagonista di un buon anno nella squadra riserve, coronato nel luglio 2011 dalla prima grande e vera soddisfazione personale della sua esperienza inglese. L’assaggio del calcio dei grandi, con la convocazione in prima squadra per il match di Europa League contro i nord-irlandesi del Crusaders.

Trotta a Wycombe è l'uomo delle meraviglie. 8 gol in 8 partite sono un biglietto da visita straordinario per la prima vera stagione tra i professionisti. Una partenza a razzo che gli fa venir voglia di testare le sue qualità in un campionato superiore alla League One.

Trotta a Wycombe è l’uomo delle meraviglie. 8 gol in 8 partite sono un biglietto da visita straordinario per la prima vera stagione tra i professionisti. Una partenza a razzo che gli fa venir voglia di testare le sue qualità in un campionato superiore alla League One.

Marcello rimane in panchina per tutti i novanta minuti, ma alla sua giovane età è già tanto respirare a pieni polmoni l’aria frizzantina del mitico “Craven Cottage”.

A novembre, Trotta decide che è arrivato il momento di passare una volta per tutte al calcio dei grandi. Il Fulham lo manda in prestito in League One e precisamente al Wycombe, dove Marcello segna già all’esordio nella sconfitta esterna contro il Milton Keynes. Il prestito dura solo due mesi, dato che Trotta fa ritorno a Londra già a gennaio, ma il suo bottino di gol è impressionante: 8 reti in altrettante partite.

Trotta lascia il Wycombe per il Watford. Con la maglia degli Hornets, non lascia il segno. Tre misere presenze e zero gol in una metà di stagione buttata via.

Trotta lascia il Wycombe per il Watford. Con la maglia degli Hornets, non lascia il segno. Tre misere presenze e zero gol in una metà di stagione buttata via.

Troppo grande la voglia di giocare ad alti livelli: questa la ragione della brusca separazione dal Wycombe, che lascia per firmare con il Watford, in Championship. Cogli Hornets (i calabroni) Trotta non avrà grande fortuna: appena tre presenze fino a giugno, per l’ennesimo ritorno a casa.

Che bella, Londra. Non è un caso che nel novembre 2012, dopo avere constatato che al Fulham non c’è spazio, Trotta accetti il trasferimento in prestito al Brentford, squadra dell’omonimo quartiere della capitale.

Non è una società di primissimo livello, quella biancorossa, ma ciò non importa per consentire a Marcello di trovarsi come a casa, in una squadra organizzata per il salto dalla League One alla Premiership.

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Nella stagione 2012/2013, Trotta (si) regala parecchi gol. Alla fine saranno 9 in 29 presenze complessive con la maglia biancorossa del Brentford, squadra della Londra settentrionale.

In 29 partite complessive, Trotta segna 9 reti, di cui una importantissima contro il Chelsea in Fa Cup, guadagnandosi i complimenti di Terry e Cahill, come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport in questa intervista.

«Ma il ricordo più bello è il gol col Brentford contro il Chelsea in Fa Cup all’andata. Finì 2-2. Lo metto a pari merito con la rete dell’Under. Che emozione. Ho raccolto una respinta e ho incrociato di destro, che non è il mio piede. Mi marcava Terry, è stato duro ma corretto. E alla fine anche se era furioso per il risultato mi ha fatto i complimenti. Gentilissimo. Come Cahill».

Una stagione perfetta. O quasi, dato che il sogno promozione del Brentford si schianta contro una maledetta traversa. “The bar”, come dicono a Londra. La traversa colpita su rigore dallo stesso Trotta, che sbarra la strada ai biancorossi e la spiana al Doncaster.

«Mi sentivo sicuro. Anche la domenica prima ne avevo tirato uno e segnato. Diciamo che tutti volevano la palla, ma nessuno la prendeva».

Inevitabile scomodare De Gregori e la sua “leva calcistica del ’68”…

Trotta non si perde d’animo, nonostante tutto. E a settembre, quando si prefigura la possibilità di tornare al Brentford, non ci pensa due volte. Ci sono un debito da saldare e una Championship da conquistare. Qualcuno storce il naso.

Il ritorno a Brentford è doveroso. Bisogna riscattare il pesante errore della stagione prima. Missione compiuta, Trotta porta i Bees in Championship superando i dieci gol stagionali.

Il ritorno a Brentford è doveroso. Bisogna riscattare il pesante errore della stagione prima. Missione compiuta, Trotta porta i Bees in Championship superando i dieci gol stagionali.

Naso che si raddrizza quando Trotta comincia a segnare con regolarità, dando un contributo decisivo alla promozione che finamente, al termine di una stagione che sembra non finire mai, animata da un lungo testa a testa con il Leyton Orient, arriva.

Una stagione da incorniciare, altrochè. Non solo per il risultato di squadra, giusta ricompensa a riscattare il tragico errore dal dischetto dell’anno prima, ma anche per la prima, emozionante chiamata nella Nazionale under-21. Gigi Di Biagio lo nota e a marzo lo chiama per la partita contro l’Irlanda del Nord, valida per le qualificazioni agli Europei 2015.

E Trotta non delude le attese, bagnando il debutto in maglia azzurra con un bellissimo gol che chiude la partita sul 2-0: step fondamentale per conquistare una difficile qualificazione arrivata qualche mese dopo grazie al successo ai play-off contro la Slovacchia.

Nel frattempo, Trotta ha collezionato in azzurro altre presenze, tutte in amichevole e una condita da un’altra rete, per un bilancio di 2 gol in 4 gettoni. Uno score di tutto rispetto che facilita la rincorsa di Trotta alla convocazione per la prossima competizione continentale, in programma a giugno in Repubblica Ceca.

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Non c’è niente da fare, il Fulham non intende puntare su Trotta, costretto nel novembre 2014 a fare nuovamente le valige. Destinazione Barnsley, dove faticherà a imporsi tra problemi fisici e ritiri con l’under-21. La foto documenta la gioia di Trotta dopo l’unico gol segnato con la maglia del Barnsley, contro lo Scunthorpe.

Terminata la seconda stagione con i Bees londinesi, per Marcello si prospetta un difficile ritorno al Fulham. Difficile per varie ragioni. La società è in subbuglio, vittima di un caos tecnico e di una crisi finanziaria acuita dalla scottante retrocessione dalla Premier League.

Al “Craven Cottage” per lui non c’è spazio, è evidente. Il Brentford lo vorrebbe di nuovo e offre al Fulham una discreta cifra per acquistarlo a titolo definitivo, ma i Cottagers non vogliono rafforzare una diretta concorrente e preferiscono tenerlo fuori rosa, rovinando un rapporto nato che Trotta era appena un ragazzino.

Nel novembre 2014 arriva la chiamata del Barnsley, in League One. Trotta fa di nuovo le valigie e lascia Londra con l’obiettivo di mettere minuti nelle gambe per giocarsi le sue carte in under-21. Più che esperienza, si dovrebbe parlare di parentesi. Alcuni problemini fisici, che si aggiungono alla lunga preparazione che Trotta svolge con i suoi coetanei in Nazionale, impediscono al ragazzo di giocare con continuità.

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Il parto è stato travagliato, ma alla fine ce l’ha fatta. Trotta è un nuovo giocatore dell’Avellino, con cui si appresta a disputare il girone di ritorno della serie B 2014/2015. La società irpina, per assicurarsi le sue prestazioni, ha versato 700.000 euro nelle casse del Fulham. Ora Trotta si giocherà le sue carte per guadagnarsi la convocazione per gli Europei under-21 di giugno, in programma in Repubblica ceca.

Inevitabile la chiusura anticipata del rapporto contrattuale con il Barnsley, per tornare da separato in casa in un Fulham da lasciare a titolo definitivo.

Le richieste non mancano, in Inghilterra ma soprattutto in Italia, dalla serie A come dalla cadetteria. E proprio dalla serie B arriva la proposta giusta.

Avellino, i lupi, lo stadio “Partenio”, lontano dai fasti di Londra ma vicino al cuore. Il cuore lasciato a 16 anni in quel di Portico di Caserta, dove ha tirato i primi calci a un pallone volato durante l’adolescenza fino in Inghilterra.

A Londra Trotta era arrivato da giovane scommessa.

Ora che si è fatto uomo, anche grazie alla tragedia sportiva del rigore calciato sulla traversa, Marcello ha un solo obiettivo: trasformarsi da promessa quale era in una certezza del calcio italiano, trasformandosi perchè no nel “Drogba bianco”.

2) L’intervista

Marcello, hai trascorso soltanto due mesi al Barnsley. Cosa non ha funzionato?

«Purtroppo ho avuto poco tempo per allenarmi e per convincere l’allenatore. Sono stato convocato due volte in under-21 e ho avuto poco tempo per integrarmi con la squadra. Per non parlare di alcuni problemini fisici che mi hanno impedito di giocare con la giusta continuità».

Nel Fulham sei cresciuto come calciatore ma alla fine non è andata come speravi…

«Non sono stato molto fortunato, questo è evidente. Quest’anno in particolare speravo di ritagliarmi un po’ di spazio in squadra, ma è stato impossibile per via di una situazione societaria molto complicata con tanti calciatori messi fuori rosa. Ma ora è arrivato il momento di rifarsi»…

È notizia di qualche giorno fa il tuo ritorno in Italia all’Avellino, in serie B. Un sogno che si realizza?

«Sicuramente sì! Per me era troppo importante tornare a casa in vista dei prossimi Europei in Repubblica Ceca. Sono contento della mia destinazione e darò il massimo».

Facciamo un piccolo passo indietro. Qual è stata la più importante esperienza della tua carriera?

«Senza dubbio al Brentford, una piazza a cui sono legatissimo. Spesso si parla del rigore che ho sbagliato due anni fa…E pensare che non dovevo neanche batterlo. Ma ormai è acqua passata, al Brentford ho trascorso due anni meravigliosi. Non li dimenticherò mai».

Hai un aneddoto da raccontare sulla tua esperienza con i Bees?

«Ne avrei tantissimi. Il più recente è di qualche mese fa. Sono andato al “Griffin Park” a vedere una loro partita. Ora giocano in serie B ed ero curioso di vederli all’opera. A un certo punto, lo speaker ha annunciato la mia presenza in tribuna. È partita un’ovazione che mi ha commosso».

Cosa cambia culturalmente tra l’Italia e l’Inghilterra?

«Tutto o quasi, a essere sinceri. Lassù c’è maggiore rispetto ed educazione. Il fair-play è alla base del gioco e il calcio non trascende mai in violenza, in campo e fuori dal campo. Un altro mondo, ma l’Italia è l’Italia».

Il gol a cui sei più affezionato.

«Ce ne sono due. Il primo al Chelsea, segnato a una leggenda vivente come Cech. Un’emozione fortissima, eguagliata dal gol segnato all’esordio in under-21 contro l’Irlanda del Nord».

Il giocatore a cui ti ispiri?

«In questi anni ho lavorato sul campo cercando di rubacchiare qualcosa a dei grandi campioni. Il primo è sicuramente Drogba: classe, potenza e rapidità, fa reparto da solo. Tra i giocatori italiani ti faccio i nomi di Toni e Vieri».

Non sei stato l’unico italiano ad avere cercato fortuna all’estero. È evidente che la fuga di massa di tanti nostri calciatori è la spia di un fenomeno preoccupante. Cosa pensi che sarebbe necessario fare per invertire la rotta?

«La ricetta e puntare con decisione sui giovani: investire su di noi e lanciarci in prima squadra senza troppi timori, come fa Wenger nell’Arsenal. Fino a qualche giorno fa sembrava che la Fiorentina stesse per comprare Mutu che ha 35 anni. Se questo è il rinnovamento siamo a posto».

Propositi per il futuro?

«Dare tutto con la maglia dell’Avellino e conquistarmi la convocazione in Nazionale under-21. In Repubblica Ceca voglio esserci anch’io. Darò il massimo per far sì che ciò avvenga».

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6 comments

  1. rinomarinelli · gennaio 14, 2015

    L’ha ribloggato su pellegrino e il lupoe ha commentato:
    Ecco chi è Marcello Trotta, nuovo acquisto dei Lupi. Un acquisto importante: da quanto tempo l’Avellino non sborsava una simile cifra?

    Mi piace

  2. rinomarinelli · gennaio 14, 2015

    L’ha ribloggato su pellegrino e il lupoe ha commentato:
    Ecco chi è Marcello Trotta, nuovo acquisto dei Lupi. Un acquisto importante: da quanto tempo l’Avellino non sborsava una simile cifra?

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