Davide Santon: il baby prodigio svezzato da Mourinho e dimenticato dal calcio italiano

Davide Santon con Josè Mourinho. Al tecnico portoghese il merito di lanciare in prima squadra il giovanissimo prodotto del settore giovanile nerazzurro.

Davide Santon con Josè Mourinho. Al tecnico portoghese il merito di lanciare in prima squadra il giovanissimo prodotto del vivaio nerazzurro.

«Il bambino», lo chiamava Josè Mourinho. «Un predestinato», secondo Marcello Lippi. «Un ottimo calciatore e un giovane interessante», per il tre volte pallone d’oro Cristiano Ronaldo.

Attestati di stima pesanti, provenienti da tre leggende viventi del calcio contemporaneo. E diretti a Davide Santon, ex ragazzo prodigio dell’Inter del “triplete” e attuale terzino del Newcastle.

C’era chi lo considerava il nuovo Maldini, chi il Facchetti del 2000. Paragoni importanti, rivolti a un giovane che ha esordito in serie A a 18 anni compiuti e in Champions League pochi giorni dopo, contro il Manchester United. «Vai bambino, tocca a te», lo spronava il mister il 24 febbraio 2009.

«Lo vedi il numero 7? Non farlo girare, stagli attaccato».

L'esordio in Champions League di Davide Santon? Contro il Manchester United. Chi doveva marcare? Cristiano Ronaldo. Lo ha arginato con successo, guadagnandosi i complimenti di tutti gli addetti ai lavori.

L’esordio in Champions League di Davide Santon? Contro il Manchester United. Chi gli tocca marcare? Cristiano Ronaldo. E lo argina con successo, guadagnandosi i complimenti di tutti gli addetti ai lavori, tecnici e giornalisti.

Quel numero 7 non era uno qualsiasi. Era Ronaldo, Cristiano Ronaldo, che aveva trascinato i Red Devils alla vittoria della Champions dell’anno prima, aggiudicandosi la classifica dei cannonieri.

Nessun timore reverenziale, tecnica e fisico per limitare le sgroppate e le incursioni del portoghese. Mezza Europa ne era convinta: era nata una stella.

Ma purtroppo, il grande talento di Davide Santon è sbattuto contro il muro della sfortuna. Due brutti infortuni, tra il 2011 e il 2014, gli hanno chiuso le porte della Nazionale e del calcio italiano. Infatti, da tre anni e mezzo il ragazzo è scappato in Inghilterra, a Newcastle.

Sulle sponde del fiume Tyne, al “St. James’ Park”, Santon ha trovato la giusta continuità di impiego e di rendimento. Negatagli prima dall’Inter di Benitez, poi dal Cesena, nella tormentata stagione 2010/2011.

«Avevo bisogno del mio spazio per crescere e per dimostrare il mio valore, ho avuto un po’ di problemi con i nerazzurri. In particolare all’inizio con Benitez che non mi vedeva. Per questo me ne sono andato. E ad oggi sono contentissimo di poter difendere la maglia del Newcastle. Se fossi stato titolare probabilmente sarei ancora a Milano, ma dato che non giocavo, ho preferito cambiare aria per dimostrare il mio valore».

Santon è alla quarta stagione con la maglia del Newcastle. Con la maglia dei Magpies (

Santon è alla quarta stagione con la maglia del Newcastle. Con la maglia dei Magpies (“le gazze”), 82 presenze e 1 gol.

Non tornerebbe all’Inter, Santon. Nel campionato italiano, chissà, magari ai cugini del Milan, di cui era tifosissimo da piccolo. Ma al momento non se ne parla. L’Inghilterra è una mamma adottiva per tanti giocatori italiani, attirati dall’entusiasmo e dalla magia del calcio di oltremanica.

Da Vialli a Ravanelli, senza dimenticare i casi recenti di Balotelli, Borini e Giaccherini.

Si sa, l’unica cosa che il calcio inglese ha di esasperato, è la passione dei tifosi. Stadi pieni, il sostegno incondizionato del pubblico, un gioco aperto, arioso e scevro di eccessivi tatticismi.

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All’inter dall’età di 14 anni, Santon ha compiuto tutta la trafila del settore giovanile nerazzurro fino alla promozione in prima squadra nel 2008. Tutto è successo nel giro di pochi mesi. Il ritiro di Brunico, l’esordio in serie A e in Champions, fino all’esordio in Nazionale…

L’ideale per il l’indole e le caratteristiche tecnico-tattiche di Davide Santon, terzino che si disimpegna con successo su ambo le fasce e vocato alle percussioni offensive.

Le sue incursioni in attacco sono retaggio del passato, quando da piccolo giocava esterno di centrocampo -o addirittura d’attacco- nel settore giovanile del Ravenna. Curioso, lui che proviene da un piccolo paesino della provincia di Ferrara. Nel 2005, a quattordici anni, la chiamata dell’Inter, dove vince il campionato nazionale Allievi e raggiunge la finale con la Primavera.

Nel 2008, la promozione in prima squadra. Il nuovo allenatore è Josè Mourinho, un tecnico che non guarda in faccia a nessuno. Gioca chi merita, l’età non conta. Santon lavora duramente, tutti i giorni è alla Pinetina per imparare qualche trucchetto dai grandi. «Porta pazienza, bambino, il tuo momento arriverà». Lo “Special one” ha un carattere bizzoso, ma una cosa è certa: mantiene le promesse.

Infatti, il 21 gennaio 2009 Santon parte titolare nel match di Coppa Italia contro la Roma. Quattro giorni dopo l’esordio in serie A contro la Sampdoria: 1-0, gol di Adriano Leite Ribeiro.

Personalità, tecnica, corsa, duttilità. Le quattro caratteristiche che lo hanno reso un predestinato, come lo ha definito Marcello Lippi.

Personalità, tecnica, corsa, duttilità. Le quattro caratteristiche che lo hanno reso un predestinato, come lo ha definito Marcello Lippi.

In una settimana, la vita del ragazzo è cambiata totalmente. Ma il bello deve ancora venire.

Il bello è il debutto in Champions nell’ottavo di finale contro i campioni uscenti del Manchester United. E il bello è anche Cristiano Ronaldo, che come detto Santon riesce ad arginare facendo leva sul fisico e sulla velocità.

Di lì a fine stagione, Davide colleziona venti presenze complessive, vince lo scudetto e a giugno esordisce in Nazionale nell’amichevole contro l’Irlanda del Nord.

Nel giro di cinque mesi, Santon si gode una scorpacciata di soddisfazioni che tanti giocatori non riescono a ottenere nel tempo di un’intera carriera. E pensare che “il bambino” ha solo 18 anni.

Sembra l’inizio di una carriera sfavillante, incorniciato tra giugno e novembre da altre cinque presenze con la maglia azzurra, di cui due di qualificazione alla Coppa del mondo. Ma il 21 novembre, Davide si lesiona il menisco nella fase principale del suo processo di crescita calcistica.

L'infortunio del novembre 2009 al menisco impedisce a Santon di essere protagonista della cavalcata che porta al triplete. Ma la Coppa dalle grandi orecchie è anche la sua.

L’infortunio del novembre 2009 al menisco impedisce a Santon di essere protagonista della cavalcata che porta al triplete. Ma la Coppa dalle grandi orecchie è anche la sua.

Non ci voleva. L’infortunio arriva nella stagione della possibile consacrazione, quella del triplete. Lo stop forzato lo tiene fuori per diverso tempo e gli fa perdere il posto da titolare, che va appannaggio del rumeno Chivu.

Una delusione mitigata dalla vittoria di ogni trofeo possibile: scudetto, Coppa italia e Champions League, grazie alla doppietta di Diego Milito.

A giugno, le lacrime rigano il volto di Mourinho. Lo “Special one” lascia Milano, destinazione Madrid. Un colpo al cuore dei tifosi e dello stesso Santon, che al tecnico portoghese deve tutto.

«Per prima cosa devo dire che posso solo ringraziarlo perché lui è stato il primo a darmi fiducia e a puntare su di me. Riesci a darti una carica pazzesca, sa usare le parole giuste al momento giusto. Ti motiva come nessuno mai e ti trasmette la sua mentalità vincente».

Tra Benitez e Santon scocca la scintilla dell'antipatia. Nel gennaio 2011 Davide lascia l'Inter per il Cesena, dove colleziona undici presenze. Ma l'incantesimo si rompe...

Tra Benitez e Santon scocca la scintilla dell’antipatia. Nel gennaio 2011 Davide lascia l’Inter per il Cesena, dove colleziona undici presenze. Ma il calcio italiano non gli basta più…

Al posto del “vate di Setubal”, arriva dal Liverpool Rafa Benitez. Tra lui e Santon non è amore a prima vista, anzi. Il ragazzo si accomoda in panchina spesso e volentieri, l’unica soddisfazione la semifinale del Mondiale per club giocata da titolare.

A gennaio il ragazzo chiede ufficialmente di essere ceduto per trovare più spazio. Va in prestito a Cesena in cambio del giapponese Nagatomo. In Romagna, 11 presenze nel girone di ritorno e obiettivo della salvezza raggiunto.

Ma tra Santon e il calcio italiano, si è rotto qualcosa. E quando il Newcastle bussa alle porte dell’Inter con sei milioni di buone ragioni, i nerazzurri lo lasciano partire.

Il primo approccio con il calcio inglese non è dei più semplici, complice la scarsa conoscenza della lingua. Ma in campo Davide si appoggia all’ex milanista Fabricio Coloccini, che gli fa da traduttore.

Pian piano, le cose cominciano a migliorare e dopo un inizio al rallentatore, con due sole presenze nei primi tre mesi di campionato, a dicembre si appropria di una maglia da titolare sulla fascia sinistra.

L’allenatore Pardew lo accredita come uno degli elementi imprescindibili della squadra, Santon guadagna fiducia in se stesso e s’impone come uno dei terzini più forti della Premier. Per il Newcastle, quinto posto finale e qualificazione in Europa League.

Santon al Newcastle si ritaglia da subito uno spazio importante, imponendosi tra i difensori più forti della Premier League. In questa foto, contrasta l'attaccante del Tottenham Eriksen al

Santon al Newcastle si ritaglia da subito uno spazio importante, imponendosi tra i difensori più forti della Premier League. In questa foto, contrasta l’attaccante del Tottenham Eriksen al “White Hart Lane” di Londra.

Intanto, Santon è sempre una delle colonne portanti dell’under-21 di Ciro Ferrara. Ma nel luglio 2012, l’ex difensore della Juventus accetta l’offerta della Sampdoria e viene sostituito da Devis Mangia.

Un nuovo Benitez, si potrebbe dire, dato che il ragazzo, nonostante una stagione 2012/2013 vissuta al Newcastle da autentico protagonista, con 38 partite giocate tra Premier League ed ex Coppa Uefa, non viene convocato per l’Europeo di categoria.

Ma sempre in quell’annata, Santon ottiene due importanti soddisfazioni personali.

Il 6 febbraio torna a vestire la maglia della Nazionale nell’amichevole contro l’Olanda, mentre il 17 marzo segna il suo primo gol da professionista per il pareggio momentaneo del Newcastle contro il Wigan.

Dal 2013 a oggi, si sono rincorse tante voci sul futuro di Davide Santon.

Santon festeggia il gol contro il Wigan, finora l'unico della sua carriera. Mentre si rincorrono le voci su di un suo possibile ritorno in Italia...

Santon festeggia il gol contro il Wigan, finora l’unico della sua carriera. Mentre si rincorrono le voci su di un suo possibile ritorno in Italia…

Tante squadre italiane avrebbero appuntato il suo nome sulla lista della spesa. Milan, Juventus e Roma. Un attestato di stima che lo ricompensa di una stampa italiana che snobba i nostri calciatori emigranti.

Si sa: se non giochi in serie A, i giornalisti e gli addetti ai lavori del calcio italiano spesso ti ignorano.

Nel frattempo, Santon ha sempre lavorato duramente, confermandosi su buoni livelli anche nell’ultimo anno e mezzo.

Tante erano le pretendenti per Santon. Milan, Roma e Juventus. Ovvio che la spuntasse l'Inter, il vecchio amore di cui Davide vuole diventare nei prossimi anni il capitano.

Tante erano le pretendenti per Santon. Milan, Roma e Juventus. Ovvio che la spuntasse l’Inter, il vecchio amore di cui Davide vuole diventare nei prossimi anni il capitano.

Peccato per un problema al ginocchio che lo ha tenuto fuori nei primi mesi della stagione 2014/2015, ma a gennaio il ragazzo è tornato a giocare in Fa Cup.

Intanto, come a ogni sessione di mercato, attorno a Davide si ammassa un tourbillon di voci e di indiscrezioni.

In Italia lo vogliono tutti, in particolare la Roma. Ma il cuore di Santon è nerazzurro e quando la società di Thohir si fa avanti per acquistarlo, il terzino del Newcastle non ha dubbi: «Voglio l’Inter».

Come il quasi coetaneo Marcello Trotta (finito all’Avellino), l’ex bimbo prodigio torna alla corte di Roberto Mancini. Il prossimo obiettivo è chiaro. Seguire le orme di Giacinto Facchetti e Javier Zanetti: diventare il nuovo capitano dell’Inter.

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