Iacopo La Rocca, emigrato in Australia per vincere la Champions League asiatica

rcaolsbello

Alberto Sordi, nel celeberrimo film di Luigi Zampa, emigrava in Australia per sfuggire alla miseria. Mentre Iacopo La Rocca, 40 anni dopo, è volato a Sidney per giocare a pallone.

Un romano che va in Australia per coronare il suo sogno.

Il pensiero di tanti lettori correrà subito all’Albertone nazionale, attore protagonista di una pellicola tra le più belle del cinema italiano dei primi anni Settanta.

Ma Bello onesto emigrato Australia…, titolo di quel film dove Alberto Sordi era affiancato dalla sublime Claudia Cardinale, per la regia di Luigi Zampa, calza a pennello per raccontare un’altra storia.

Questa volta il protagonista non è un povero capostazione epilettico, invaghitosi di una bella ragazza che a sua insaputa svolge il mestiere più antico del mondo.

Iacopo La Rocca, classe 1984, dal 2012 ai Sidney Wanderers. Con i rossoneri di Parramatta, sobborgo a 20 km da Sidney, ha vinto nel 2014 la Champions League asiatica.

Iacopo La Rocca, classe 1984, dal 2012 al 2015 ai Sidney Wanderers. Con i rossoneri di Parramatta, sobborgo a 20 km da Sidney, ha vinto nel 2014 la Champions League asiatica.

Ma un calciatore, Iacopo la Rocca. Anche lui originario della città eterna, volato all’improvviso dall’altra parte del pianeta per vincere il trofeo più importante della sua carriera: la Champions League asiatica.

È il primo novembre 2014. I Western Sidney Wanderers affrontano in trasferta i sauditi dell’Al-Hilal nel match di ritorno della finalissima. Gli australiani difendono con il coltello tra i denti la vittoria di misura dell’andata e con il più classico dei pareggi ad occhiali, si aggiudicano la coppa sorprendendo anche il più ottimista degli addetti ai lavori.

Tony Popovic, classe 1973, è l'attuale allenatore dei Sidney Wanderers. Ha avuto l'intuizione di spostare La Rocca dalla difesa al centrocampo, trovandogli la sistemazione tattica ideale.

Tony Popovic, classe 1973, è l’attuale allenatore dei Sidney Wanderers. Ha avuto l’intuizione di spostare La Rocca dalla difesa al centrocampo, trovandogli la sistemazione tattica ideale.

«We were called a small club yesterday: today we are the biggest in Asia», dichiara a fine partita Tony Popovic, allenatore della squadra e in campo nella sfida dei Mondiali del 2006 tra Australia e Italia, risolta dal rigore segnato da Francesco Totti.

I migliori d’Asia.

Ha ragione Popovic, che nel 2012, anno di fondazione della seconda squadra della capitale australiana, aveva lasciato il Crystal Palace per andare letteralmente all’avventura. Un viaggio verso l’ignoto, quello del tecnico di origini croate, che subito dopo il suo ritorno a casa, formula alla dirigenza una richiesta ben precisa.

La Rocca ai tempi del Grasshoppers. Con i biancazzurri di Zurigo, una stagione su buoni livelli che gli vale la chiamata dall'altra parte dell'oceano.

La Rocca ai tempi del Grasshoppers. Con i biancazzurri di Zurigo, una stagione su buoni livelli che gli vale la chiamata dall’altra parte dell’oceano.

«Ho bisogno di un centrocampista di quantità con sette polmoni. Nel Grasshoppers, in Svizzera, gioca l’uomo che fa per noi: l’italiano Iacopo La Rocca».

Quando il suo procuratore lo informa della possibilità di lasciare la Svizzera per volare a 15.000 chilometri di distanza, questo ragazzone magro e dinoccolato impiega pochi secondi per dire di sì. Cambiando per sempre il proprio destino.

Una rara foto di squadra di La Rocca ai tempi della Lazio. Iacopo è il secondo da destra nella fila in alto.

Una rara foto di squadra di La Rocca ai tempi della Lazio. Iacopo è il secondo da destra nella fila in alto.

Iacopo nasce a Roma nel 1984. Dopo avere svolto tutta la trafila nel settore giovanile della Lazio, fino alle soglie della Primavera, a 17 anni passa alla Pro Vercelli, in C2, dove esordisce non ancora maggiorenne.

Le porte della prima squadra gli si spalancano nella stagione 2003/2004, quando la società bianconera vive una grave crisi finanziaria conclusa con un’amara retrocessione in serie D.

«A Vercelli mi sono trovato bene, la società ha creduto in me e le devo molto», racconta La Rocca in un’intervista audio registrata per il sottoscritto dall’addetto stampa dei Sydney Wanderers Christian Layland. «Non posso dire la stessa cose delle altre squadre italiane dove ho giocato negli anni successivi, anche a causa di un paio di infortuni al ginocchio che non mi hanno consentito di giocare con la giusta continuità per giocarmi le mie carte in categorie superiori».

Unica eccezione, il Treviso, che nonostante la retrocessione con la “Prove” del 2004 punta di lui e ne acquista il cartellino. Ma c’è un problema: Iacopo non gioca mai. Il ragazzo comincia così a girovagare per l’Italia, sempre in prestito dalla compagine veneta, girando come una scheggia impazzita tra Chieti, Fermo e Sassari, tra C1 e C2.

Nel 2007 La Rocca passa al Bellinzona. È il primo grande salto di qualità della sua carriera. Diventerà ben presto la colonna portante della difesa granata.

Nel 2007 La Rocca passa al Bellinzona. È il primo grande salto di qualità della sua carriera. Diventerà ben presto la colonna portante della difesa granata.

Tre stagioni ognuna in una piazza diversa, tre anni buttati nel cestino che lo convincono, ormai sfiduciato, a vestire i panni del transfrontaliero.

È l’estate del 2007, quando La Rocca firma per il Bellinzona, squadra della Challenge League (la nostra serie B) allenata da un allenatore emergente e poliglotta: Vladimir Petkovic.

Sarà proprio in Canton Ticino che La Rocca, favorito dal recupero di una buona condizione fisica, s’impone come uno dei centrali difensivi più affidabili del campionato elvetico.

«In Svizzera ho trovato la mia seconda casa. Se potessi tornare indietro, eviterei gli anni in serie C in Italia. La prima stagione a Bellinzona è stata perfetta. Abbiamo vinto il campionato e siamo arrivati in finale di Coppa contro il Basilea: un anno memorabile».

Il Bellinzona calcio vive in quel periodo uno dei momenti più esaltanti della sua storia. Una favola calcistica che abbiamo già accarezzato raccontando la carriera di due bravi tecnici che lì hanno raggiunto grandi traguardi professionali: Baldo Raineri e Marco Ragini, già raccontati da questo blog.

La Rocca deve molto a Petkovic, con cui ottiene nella stagione 2007/2008 la promozione in serie A svizzera.

La Rocca deve molto a Petkovic, con cui ottiene nella stagione 2007/2008 la promozione nella serie A svizzera.

«Con Petkovic avevo un ottimo rapporto, dentro e fuori dal campo. Già allora dimostrava di essere di un’altra categoria, l’ha poi dimostrato negli anni successivi», ci tiene a sottolineare Iacopo, che a Bellinzona rimane per altri tre anni collezionando complessivamente 86 presenze e 3 reti con la maglia granata.

In quel periodo, per la squadra più antica del Canton Ticino anche una storica apparizione nell’edizione 2008/2009 dell’Europa League, dove viene eliminata al primo turno (dopo avere superato due turni preliminari) per mano del Galatasaray.

Indimenticabile la doppia sfida contro i leoni turchi, persa di misura sia all’andata che al ritorno (3-4 al “Comunale” – con il terzo gol del Bellinzona siglato proprio da La Rocca – e 2-1 alla Türk Telekom Arena).

Ma anche i cicli più belli arrivane alla fine. È il 2011, quando il Bellinzona torna in Challenge League dopo tre anni di serie A e La Rocca firma un contratto annuale con il Grasshoppers.

L’esperienza nell’estremo nord della Svizzera è buona, ma non eccezionale.

A fine stagione il rapporto professionale con gli Hoppers si chiude e il ragazzo comincia a guardarsi intorno. C’è qualche richiesta dalla nostra serie B, ma La Rocca non sembra molto entusiasta dell’opportunità di tornare in Italia, che non gli manca per niente.

La Rocca

La Rocca “midfielder”? Ma se faceva il difensore fino all’altroieri? Appunto. Ci pensa Popovic a spostarlo a centrocampo, gettando le basi per una prima storica stagione dei Wanderers: con La Rocca protagonista assoluto.

La Svizzera è bella e accogliente, soprattutto Bellinzona, diventata per lui una seconda casa.

Ma quando il tecnico dei Western Sydney Wanderers Popovic si interessa a lui, La Rocca non ci pensa due volte e prende il primo aereo per l’Australia. Una decisione destinata a diventare uno straordinario volano per la sua carriera di calciatore professionista.

Le prime due settimane del settembre 2012 sono per Iacopo un importante banco di prova.

In quei 15 giorni, il ragazzo viene aggregato alla prima squadra per volontà di Popovic, che si convince definitivamente delle sue qualità difensive e lo fa ingaggiare dalla società. È da questo provino superato brillantemente, che comincia la storia d’amore tra La Rocca e l’Australia. Ma che storia hanno i Western Sydney Wanderers?

Chi l'avrebbe mai detto? I Wanderers nascono appena nel 2012 ma da subito conquistano un seguito di tifosi tra i più massicci di tutta l'Australia. Prova ne è questa foto, dove giocatori e tifosi si stringono in un caldo abbraccio virtuale.

Chi l’avrebbe mai detto? I Wanderers nascono appena nel 2012 ma da subito conquistano un seguito di tifosi tra i più massicci di tutta l’Australia. Prova ne è questa foto, dove giocatori e tifosi si stringono in un caldo abbraccio virtuale.

Innanzitutto, breve. Come accennato in precedenza, la società nasce proprio all’inizio del 2012 riprendendo il nome dell’F.C. Wanderers, la prima squadra di calcio di Sydney, fondata nel lontanissimo 1880.

Se la squadra principale della città è l’F.C. Sydney, dove Del Piero viene tesserato praticamente in simultanea con La Rocca, i Wanderers si stabiliscono nell’area metropolitana del capoluogo del Nuovo Galles del Sud, precisamente a Parramatta.

Un nome curioso, derivato da quello che la tribù indigena dei Darug aveva storicamente dato alla zona. Il significato? “Head of waters”, sorgente di acque.

Una curva rossonera a sostegno di una squadra di periferia, che tuttavia, per i risultati, fa impallidire la prima squadra della città, il Sydney Fc (dove ha giocato Del Piero).

Una curva rossonera a sostegno di una squadra di periferia, che tuttavia, per i risultati, fa impallidire la prima squadra della città, il Sydney Fc (dove ha giocato Del Piero).

Parramatta si trova a 23 chilometri dalla capitale. Sede di un importante distretto finanziario, ha poco meno di 20.000 abitanti.

Eppure, nel giro di pochi mesi, i Wanderers attirano un rilevante numero di tifosi, che affollano in massa il “Parramatta Stadium”, un campo polisportivo utilizzato in origine per ospitare partite di rugby e concerti di star della musica mondiale.

Il passaggio dalla Svizzera all’Australia è un salto mica da ridere, può essere faticoso cambiare stile di vita. Non è il caso di Iacopo La Rocca, che impiega un attimo per abituarsi ai ritmi oceanici.

«L’Australia è uno dei posti più belli del mondo. Devo ringraziare il mio procuratore se sono arrivato qui a Sidney, dove tra le altre cose c’è una comunità italiana molto grande. Ormai anche in Australia il calcio è seguitissimo, i tifosi ci seguono in massa sia in casa che in trasferta e ci fanno sentire importanti».

Come sottolineato anche da Iacopo, la squadra è totalmente nuova e c’è il rischio di non trovare subito l’amalgama. Eppure, già a inizio stagione, i risultati danno ragione alla coraggiosa follia di Popovic, che ha l’intuizione di spostare La Rocca nella posizione di centrocampista difensivo.

La Rocca si conquista immediatamente un posto da titolare nel centrocampo dell'11 di Popovic. E le copertine dei giornali locali.

La Rocca si conquista immediatamente un posto da titolare nel centrocampo dell’11 di Popovic. E le copertine dei giornali locali.

Il tecnico di origini balcaniche si accorge delle qualità fisico-atletiche e della propensione agli inserimenti del giocatore, inducendone una trasformazione tattica che lo rende un importante jolly difensivo, capace di giocare indifferentemente difensore centrale e mediano.

Alla fine della regular season, i Wanderers sono primi in classifica. Un risultato insperato (e inaspettato), che qualifica La Rocca e compagni ai play-off.

L’ultimo ostacolo sulla strada dello scudetto è rappresentato dai Central Coast Mariners, che vincono 2-0 la finalissima giocata al “Football stadium” di Sydney, centrando il primo titolo della propria storia. Nonostante la delusione in zona Cesarini, la stagione della squadra di Parramatta rimane eccezionale. Per La Rocca un esordio col botto, impreziosito da un bottino personale di 3 reti che rappresentano il suo record di gol in una sola stagione.

La prima stagione con la maglia dei Wanderers rasenta la perfezione. La Rocca sfiora lo scudetto e impreziosisce l'annata con uno score di tre reti.

La prima stagione con la maglia dei Wanderers rasenta la perfezione. La Rocca sfiora lo scudetto e impreziosisce l’annata con uno score di tre reti. La seconda stagione è altrettanto buona con la qualificazione alle semifinali play-off. Ma il vero spettacolo deve ancora iniziare…

Il giocattolo funziona, mister Popovic lo sa. E infatti la squadra non viene stravolta, con la sostanziale conferma del blocco della rosa che tanto bene aveva fatto il primo anno.

La seconda stagione si svolge sugli stessi binari della prima, con il secondo posto della regular season che qualifica la squadra alla fase finale per la seconda volta di fila.

Questa volta, a sbarrare la strada ai Wanderers sarà il Brisbane Road, che si prende la rivincita su La Rocca e compagni dopo la sconfitta in semifinale dell’anno precedente.

Ma il vero obiettivo del Popovic team è un altro: la Champions League asiatica, una manifestazione che Marcello Lippi era riuscito a vincere nel 2013 alla guida dei cinesi del Guangzhou Evergrande.

Iacopo la Rocca

Iacopo la Rocca “in chiaroscuro”, in questo splendido fotomontaggio realizzato dall’ufficio stampa dei Sidney Wanderers.

I Sydney Wanderers si affacciano alla più importante manifestazione continentale con grande curiosità. L’esordio internazionale il 26 febbraio 2014, quando la A-League australiana è già avviata verso il finale di stagione. La squadra di Popovic paga l’emozione del debutto con una sconfitta a domicilio 3-1 contro i coreani dell’Ulsan Hyundai.

Ma il 12 marzo, i Wanderers vanno a vincere sul campo dei cinesi del Guizhou rilanciando le proprie ambizioni per la qualificazione alla fase finale. Al termine della fase a gironi, gli australiani conquistano il primo posto nel proprio gruppo con quattro vittorie e due sconfitte.

A maggio la Champions entra nel vivo: si giocano gli ottavi di finale. I Sidney Wanderers se la vedono con i Sanfrecce Hiroshima, uscendo sconfitti dalla partita di andata con un netto 3-1 che lascia qualche speranza di qualificazione. Contro ogni pronostico, trascinati dal calore dei 20 e passa mila del Parramatta Stadium, La Rocca e compagni vincono 2-0 e si qualificano ai quarti.

Un'istantanea del gol che consente ai Wanderers di sconfiggere il Guanzhou grazie alla rete di Juric, ipotecando la qualificazione alle semifinale della C. League asiatica 2014.

Un’istantanea del gol che consente ai Wanderers di sconfiggere il Guanzhou grazie alla rete di Juric, ipotecando la qualificazione alle semifinale della C. League asiatica 2014.

È il turno dei campioni uscenti del Guanzhou, allenati da Lippi e trascinati da Diamanti e Gilardino. Nessun timore reverenziale per gli uomini di Popovic, che vincono di misura in Australia e al ritorno, grazie alla solita grande prestazione di squadra, nonostante la sconfitta per 2-1 si qualificano in semifinale grazie alla regola dei gol in trasferta.

Contro i coreani del Seoul, l’ennesimo capolavoro. Nella partita di andata, giocata in Corea, il 4-4-2 vecchio stampo di Popovic (con l’insostituibile La Rocca a fare legna in mezzo al campo) imbriglia gli avversari e li costringe a un pericoloso 0-0. Nel match di ritorno, i coreani capitolano sotto i colpi di Poljak e Cole per il più classico dei risultati all’inglese: i Wanderers sono in finale!

L’ultimo ostacolo tra La Rocca e la gloria è rappresentato dai sauditi dell’Al-Hilal, da affrontare in 180 minuti tra il 25 ottobre e l’1 novembre.

Nella partita di andata, la squadra della periferia di Sidney s’impone 1-0 grazie alla perla di Juric. A Riyad, sette giorni dopo, Popovic punta tutto sulla difesa e fa bene. Il risultato non si sblocca e al triplice fischio finale, esplode la gioia degli ospiti in un tripudio di coriandoli e sorrisi, a cui assistono anche diverse decine di indomiti tifosi arrivati da Sidney.

Per Iacopo La Rocca, arrivato dalla Serie C italiana passando per la Svizzera, è un traguardo meraviglioso e inaspettato. Ma non è finita qui, dato che a dicembre i Wanderers partecipano al Mondiale per club. Il suo grande sogno è affrontare gli argentini del San Lorenzo e perché no, magari addirittura il Real Madrid.

L'esultanza di La Rocca dopo il gol dell'illusione contro il Cruz Azul. Senza dubbio, la rete più importante della sua carriera, che lo rende il terzo marcatore italiano della storia della competizione dopo Nesta e Inzaghi.

L’esultanza di La Rocca dopo il gol dell’illusione contro il Cruz Azul. Senza dubbio, la rete più importante della sua carriera, che lo rende il terzo marcatore italiano della storia della competizione dopo Nesta e Inzaghi.

Ma il sogno s’infrange il 13 dicembre 2014 nel pantano dello stadio di Rabat, in Marocco, dove i Wanderers perdono 3-1 al termine dei tempi supplementari contro i messicani del Cruz Azul.

La delusione per l’uscita ai quarti di finale è stemperata da una straordinaria soddisfazione personale. In quella partita, al 55′, sul risultato di 0-0, La Rocca porta in vantaggio i suoi con una saetta dalla distanza che s’infila all’angolino basso. Purtroppo per i Wanderers i messicani, favoriti dalla superiorità numerica, pareggiano su rigore in zona Cesarini e nell’extra-time chiudono i conti.

«L’esperienza del Mondiale per club è stata a dir poco straordinaria, bagnata dal mio gol contro il Cruz Azul. Purtroppo, l’arbitraggio sfavorevole e un campo ai limiti dell’impraticabilità non ci hanno dato una mano. Tutta un’altra storia la Champions asiatica, invece. Mi dicono che sono stato il primo italiano a vincerla. Il ricordo più bello che mi porto dentro? Avere battuto il Guanzhou di Lippi, una squadra messa in piedi con un budget ben diverso dal nostro».

Non è un bel momento per La Rocca e i suoi compagni. La squadra è penultima in classifica e nella Champions League asiatica difficilmente riuscirà a difendere il titolo conquistato nel 2014.

Non è un bel momento per La Rocca e i suoi compagni. La squadra è penultima in classifica e nella Champions League asiatica difficilmente riuscirà a difendere il titolo conquistato nel 2014.

Il momento magico dei Sidney Wanderers sembra terminato. Nella stagione 2014/2015, la squadra si arrabatta nei bassifondi del campionato australiano. A La Rocca sta per scadere il contratto e il suo futuro in maglia rossonera è in dubbio.

«Mi piacerebbe rinnovare il contratto, ma al momento (10 marzo 2015 nda) non so ancora nulla. Purtroppo quest’anno stiamo andando male anche a causa dell’accavallarsi degli impegni tra campionato e Champions League. In effetti non stiamo passando un grande momento, ma lottiamo per uscirne nel migliore dei modi».

La Rocca è uno dei pochi

La Rocca è uno dei pochi “gregari” del calcio italiano ad avercela fatta. Facendo suo il motto di un importante imprenditore statunitense…

Solo una cosa è certa. A meno di qualche clamorosa offerta dall’Italia, il futuro di Iacopo La Rocca sarà ancora dall’altra parte del mondo. L’Australia ormai è casa sua, anche se non gli dispiacerebbe provare un’esperienza in America oppure in Asia.

La speranza di chi scrive è una sola. Che tanti calciatori italiani abituati a militare in campionati non di primissimo livello, prendano la storia di La Rocca come esempio che con il lavoro e il coraggio ogni obiettivo, anche il più ambizioso, è possibile.

Dopo tre stagioni a Sydney, coronate dalla conquista di una Champions League asiatica, La Rocca ha cambiato aria. Nuova destinazione Adelaide United, squadra della capitale dell'Australia meridionale.

Dopo tre stagioni a Sydney, coronate dalla conquista di una Champions League asiatica, La Rocca ha cambiato aria. Nuova destinazione Adelaide United, squadra della capitale dell’Australia meridionale. Lo ha raggiunto Federico Piovaccari, che ha firmato proprio per la vecchia squadra di La Rocca, i Wanderers.

Basta fare proprio il motto dell’imprenditore statunitense Rockefeller: «Ci sono persone che sognano il successo e altre che restano sveglie per ottenerlo». Come ha fatto Iacopo La Rocca, “emigrato Australia per vincere Champions League”.

La terra dei canguri gli è entrata nel cuore. Nel giugno 2015 Iacopo ha lasciato i Wanderers per una nuova avventura, rigorosamente australiana. Il centrocampista difensivo romano ha firmato un contratto biennale con l’Adelaide United.

«Ho accettato l’offerta dell’Adelaide perchè ha fatto di tutto per volermi. Sono molto contento di giocare per una delle più importanti squadre australiane e di essere parte di questo gruppo di giocatori», ha dichiarato entusiasta La Rocca.

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