Alessandro Marzuoli: una vita tra i pali di mezza Europa con il Pescara nel cuore

C'è un po' di Italia anche in Finlandia. A rappresentare il nostro Paese è Alessandro Marzuoli, classe 1984, cresciuto nel settore giovanile del Pescara. Per poi girare l'Europa, tra Grecia, Olanda, Bulgaria e Finlandia.

C’è un po’ di Italia anche in Finlandia. A rappresentare il nostro Paese è Alessandro Marzuoli, classe 1984, cresciuto nel settore giovanile del Pescara. Per poi girare l’Europa, tra Grecia, Olanda, Bulgaria e Finlandia: con in testa, sempre, il suo inseparabile caschetto protettivo.

Grecia, Olanda, Bulgaria e Finlandia. Tranquilli, nessuna lezione di storia.

Non si tratta di una coalizione di Stati partecipanti a una delle tante guerre che hanno sconvolto l’Europa nel secolo scorso. Ma del curriculum, umano e professionale, di Alessandro Marzuoli, di professione portiere.

Un ragazzo, Alessandro, nato a Pescara nel 1984, autore di un percorso di vita originale ed intrepido. Facile finire in qualche luogo sperduto del vecchio continente segnando gol a raffica.

Molto più complicato guadagnarsi il pane difendendola, la porta, anziché sgomitarsi in area avversaria per bucarla.

La storia di Marzuoli si guadagna le pagine dei giornali finlandesi (e non solo) giovedì 16 aprile 2015. Ad Oulu, la più importante città della Finlandia settentrionale, si giocano gli ottavi di finale della Coppa nazionale.

16 aprile 2015. A Oulu si gioca l'ottavo di finale della Suomen Cup. Al 95', sul risultato di 2-3, il portiere dei padroni di casa si avventura in area avversaria in cerca del pareggio all'ultimo secondo. Che arriva grazie a un colpo di testa. La testa, anzi, il caschetto, è dell'italiano Alessandro Marzuoli.

16 aprile 2015. A Oulu si gioca l’ottavo di finale della Suomen Cup. Al 95′, sul risultato di 2-3, il portiere dei padroni di casa si avventura in area avversaria in cerca del pareggio all’ultimo secondo. Che arriva grazie a un colpo di testa. La testa (e il caschetto) sono dell’italiano Alessandro Marzuoli.

Alessandro difende i pali della squadra di casa, l’Ac Oulu, che se la deve vedere con una squadra di livello inferiore, il Kemi. Si gioca in indoor, come si usa lassù di questi tempi, complici freddo e neve.

Tosti questi avversari. L’Oulu va subito in vantaggio, ma il Kemi non molla e il primo tempo si chiude 2-1 per i padroni di casa. Ma nella ripresa gli ospiti ribaltano il risultato e al 95’ l’Oulu prova un ultimo, disperato assalto al fortino avversario.

I padroni di casa attaccano in undici. C’è anche Marzuoli, che sale nell’area ospite provando a far valere i suoi centimetri. L’epilogo è scontato (?). Alessandro, con il capo coperto da un caschetto, salta più in alto di tutti e segna di testa la rete del 3-3, che porta l’Oulu all’extra-time.

Jari Litmanen è stato il calciatore finlandese più forte di sempre. Alessandro Marzuoli ha incrociato le spade con questa leggenda nel 2011, quando militava nel Vps. Mentre Litmanen si giocava le sue ultime cartucce con la maglia della sua città, il Lahti.

Jari Litmanen è stato il calciatore finlandese più forte di sempre. Alessandro Marzuoli ha incrociato le spade con questa leggenda nel 2011, quando militava nel Vps. Mentre Litmanen si giocava le sue ultime cartucce con la maglia della sua città, il Lahti.

E non è finita qui, dato che nei supplementari il risultato non cambia e si va ai rigori.

Dove Marzuoli veste di nuovo i panni del protagonista e spiana la strada ai suoi parando due tiri dal dischetto.

L’ennesima soddisfazione di un inizio di stagione magico, culminato un paio di settimane prima dalla vittoria a sorpresa contro il Vps, la squadra che nel 2010 lo aveva fatto esordire in serie A, incrociando le spade con un certo Jari Litmanen.

Ma prima di raccontare l’esperienza finlandese di Marzuoli, riavvolgiamo per un attimo il nastro dei ricordi e torniamo in Italia e per la precisione a Pescara, tra gli anni ’90 e 2000.

Scavando nei meandri del web, grazie alla concessione degli amici dell'Associazione Italiana Calciatori, è spuntato dalle viscere di internet un reperto storico: Marzuoli al tempo della sua esperienza con il Pescara. La squadra della sua città e del suo cuore.

Scavando nei meandri del web, grazie alla concessione degli amici dell’Associazione Italiana Calciatori, è spuntato dalle viscere di internet un reperto storico: Marzuoli al tempo della sua esperienza con il Pescara. La squadra della sua città e del suo cuore.

Con la maglia dei delfini, Alessandro compie tutta la trafila nel settore giovanile, fino ad affacciarsi in prima squadra.

È il 2003. Un anno memorabile per i tifosi biancoblù, che festeggiano il ritorno in cadetteria dopo due anni trascorsi nell’inferno della C. Una stagione indimenticabile anche per Marzuoli, che a 19 anni lascia casa sua per tentare l’avventura tra i dilettanti, in attesa di riconquistare il professionismo a suon di parate e colpi di reni.

In tre stagioni, quattro cambi di casacca: Renato Curi Angolana, Atessa, Casarano e Francavilla.

Tra le tante squadre dilettantistiche girate in questo periodo, a rimanergli particolarmente impressa è la parentesi di Atessa, in Abruzzo.

È lì che a 21 anni, Marzuoli si procura un gravissimo infortunio che mette a repentaglio la sua carriera. La diagnosi è impietosa: rottura di zigomo, orbita oculare e un pezzo di cranio.

Un incidente gravissimo che dal 2008 lo costringerà, volente o nolente, a indossare un casco protettivo.

Marzuoli è uno dei pochi calciatori a potersi vantare di avere giocato, seppur a livello giovanile, con qualche sporadica apparizione sulla panchina della prima squadra, con la propria squadra del cuore. In questa foto, siede con alcuni suoi amici in curva.

Marzuoli è uno dei pochi calciatori a potersi vantare di avere giocato, seppur a livello giovanile, con qualche sporadica apparizione sulla panchina dei “grandi”, con la propria squadra del cuore. In questa foto, siede con alcuni suoi amici in curva.

Grazie al cielo, Marzuoli riprende regolarmente a giocare. Ma i dilettanti non gli bastano. Davanti ai suoi occhi, nell’estate 2006, scorrono le immagini dei Mondiali di Germania.

Grosso, Del Piero, Materazzi e ancora Grosso. L’Italia è campione del mondo. Il Paese, immerso nel vortice di polemiche legate a Calciopoli, si tuffa in uno slancio di apoteosi collettiva. Piazze e fontane invase da un popolo in festa.

Tutti felici. Tranne Marzuoli, che desidera, vuole, pretende qualcosa di più.

È ambizioso, il ragazzo. Che oltre all’amore sconfinato per il calcio, adora viaggiare. Perché non tentare di conciliare queste due passioni?

Una foto dell'infuocata curva dell'Olympiakos Volos, squadra greca per la quale Marzuoli totalizza una spicciolata di presenze

Una foto dell’infuocata curva dell’Olympiakos Volos, squadra greca per la quale Marzuoli totalizza una spicciolata di presenze nella prima metà della stagione 2006/2007.

Marzuoli prende un taccuino, accende il computer e fa incetta di numeri di telefono e indirizzi e-mail. Manda in giro il suo curriculum a una lunga serie di procuratori, la sua volontà è palese: trovare un ingaggio all’estero. Non importa dove.

Alessandro è intenzionato ad andare dove lo porta il cuore, per cominciare ad accumulare un bagaglio importante di esperienze nuove.

Vuole conoscere altre culture, Marzuoli.

La prima meta è un Paese culturalmente affine all’Italia: la Grecia. A proporgli un contratto l’Olympiakos Volos, che allora militava in serie C. L’esperienza nella culla della democrazia è più appagante sotto il profilo umano che dal punto di vista calcistico.

Nella sua memoria rimane impressa la rottura del menisco, che rappresenta probabilmente il ricordo più doloroso dei pochi mesi passati a Volos, cittadina posizionata 300 km a nord di Atene e baciata dalla presenza del mare e di un clima mite, tipicamente mediterraneo.

All'inizio del 2007, Marzuoli si trasferisce dalla Grecia in Belgio, dove veste la maglia del Top Oss. Dieci presenze come portiere di riserva nella squadra della città di Ruud Van Nistelrooy.

All’inizio del 2007, Marzuoli si trasferisce dalla Grecia in Belgio, dove veste la maglia del Top Oss. Dieci presenze come portiere di riserva nella squadra della città di Ruud Van Nistelrooy.

All’Olympiakos, nei pochi mesi di permanenza a Volos, Marzuoli mette insieme una manciata di presenze.

Nel gennaio 2007 un’altra avventura, questa volta nel Paese dei tulipani.

A proporgli un contratto di 6 mesi è il Top Oss (oggi Fc), compagine della seconda divisione olandese.

Squadra un tempo nota semplicemente come Top, prima del cambio di denominazione con l’inclusione del nome della città di Oss in quello della squadra.

Deliziosa, Oss.

Almeno per due cose. Una sua frazione si chiama “Berghem”, probabilmente come omaggio ai tifosi dell’Atalanta. Ma soprattutto, ci è nato un certo Ruud Van Nistelrooy. Robetta, proprio.

A giugno, dopo avere totalizzato una decina di presenze con i “bisontini” del Top Oss (ed essere stato il primo italiano a giocare nella terra di Cruijff), Marzuoli decide di tornare a casa.

A cercarlo è la Pro Vasto, squadra di serie D a uno sputo da Pescara. L’occasione per cercare di dimostrare in Italia le sue capacità.

Mica facile, in un calcio malato come quello italiano, ostaggio di procuratori e dirigenti poco lungimiranti. Alessandro lo ha sempre detto, chiaro e tondo.

«Il nostro calcio non mi piace più. Il giro è sempre quello: allenatori, giocatori, dirigenti: non riesci a entrarci. Non c’era spazio per i giovani e non c’è ancora».

La delusione è cocente. Marzuoli trascorre l’intera annata 2007/2008 in Abruzzo, dove totalizza appena 3 presenze. Il calcio italiano non lo vuole. O semplicemente non fa per lui.

Il biennio in Bulgaria è probabilmente il periodo decisivo per la maturazione umana e tecnica di Marzuoli, che disputa due campionati da titolare guadagnandosi l'interesse di un importante club della serie A finlandese: il Vps.

Il biennio in Bulgaria è probabilmente il periodo decisivo per la maturazione umana e tecnica di Marzuoli, che disputa due campionati da titolare guadagnandosi l’interesse di un importante club della serie A finlandese: il Vps.

Fatto sta che il suo procuratore, per la nuova stagione, gli trova un altro ingaggio all’estero.

Non bastava il salto dall’Italia alla Grecia e poi all’Olanda. Dopo Oss, è la volta di Dupnica, cittadina della Bulgaria occidentale situata ai piedi del monte Rila e nota nel Paese di Stoichkov per essere immersa nel verde. E per essere rappresentata nel calcio dal Marek, squadra dal passato glorioso iscritta a quel tempo al campionato di serie B.

A Dupnica Marzuoli trascorre 18 mesi, probabilmente il periodo calcistico più importante della sua carriera.

Infatti, forse per la prima volta in carriera, il ragazzo disputa un campionato e mezzo da titolare, trovando allo stesso tempo una buona continuità di rendimento e quel pizzico di fiducia che probabilmente gli mancava. Ma niente ciliegina sulla torta, il Marek ottiene solo due piazzamenti a metà classifica.

Poco male per Marzuoli, che ringrazia dell’ospitalità e svuota di nuovo l’armadio. La valigia è pronta, c’è da decidere solo la nuova destinazione. Nel frattempo, Alessandro si appoggia a Giorgio Romano, il suo nuovo procuratore. Che nel marzo 2010 gli telefona, dandogli una notizia destinata a cambiarlo per sempre.

Nel 2010 giunge il momento della grande occasione. Marzuoli si reca a Vaasa per un provino per la formazione locale del Vps, serie A finlandese. Un proviso superato a pieni voti, che gli spalanca le porte della massima serie del Paese scandinavo.

Nel 2010 giunge per Marzuoli il momento della grande occasione. Alessandro vola a Vaasa per un provino per la formazione locale del Vps. Un provino superato a pieni voti, che gli spalanca le porte della serie A finlandese.

«Ciao Ale come stai? Hai preso abbastanza sole quest’estate? Come perché? C’è il Vps che cerca disperatamente un portiere. Vai lassù e fagli vedere chi sei». «Lassù dove, Giorgio, in Svizzera?». «Ma che Svizzera e Svizzera. Fin-Lan-Dia. Serie A! Ti ho già preso il biglietto. Ti aspettano per un provino».

A volte la vita regala sorprese inaspettate. Nel volgere di pochi anni, Marzuoli si ritrova a passare dai campi spelacchiati dell’Eccellenza abruzzese all’erba della serie A finlandese.

Anch’essa spelacchiata, in effetti… Ma si parla di serie A. Si parla di Jari Litmanen, la leggenda di Ajax, Barcellona e Liverpool.

La nuova tappa del giro per l’Europa di Marzuoli si chiama Vaasa. Città di 60.000 abitanti, situata nella Finlandia occidentale, a due passi dal confine con la Svezia e sede dei dipartimenti scientifici dell’Università di Helsinki.

Passando alle cose serie, Vaasa è rappresentata calcisticamente dal Vaasan Palloseura (Vps), società con i colori sociali bianconeri, da tempo stabilmente nella Veikkausliga, la serie A del Paese.

L’accoglienza è fredda, se non gelida. In Finlandia l’arrivo della primavera è solo cronologico, non climatico. Un bello shock per Marzuoli, non solo termico. Ma poco male. Al provino si presentano in due, lui e un ragazzo belga. La qualità fa la differenza. La sfida la vince Alessandro, il contratto è firmato. È serie A.

Marzuoli circondato da quattro compagni di squadra durante il biennio trascorso al Vps. Due anni vissuti da secondo portiere, con 10 presenze complessive.

Marzuoli insieme a quattro compagni di squadra durante il biennio trascorso al Vps. Due anni da secondo portiere, con 10 presenze complessive.

Marzuoli comincia come secondo portiere. Prima l’esordio in Coppa di Finlandia, poi il titolare viene squalificato per due turni e anche in campionato tocca a lui.

L’esordio assoluto in trasferta contro l’Inter Turku, dove è oggetto di un tiro al bersaglio da cui esce quasi indenne (il Vps perde 1-0), mentre il debutto in casa è dei più difficili. Ed emozionanti. Contro il Lahti di Litmanen. Finisce 1-1. Una gran bella emozione.

«Aveva già 40 anni. Ma era due spanne sopra tutti. Ero emozionatissimo. Gli ho pure parato una punizione».

A Vaasa Marzuoli rimane per due stagioni. Strane le annate calcistiche in Scandinavia. Non si sconfina da un anno all’altro, come succede nel resto d’Europa. Il campionato si svolge nel corso dello stesso anno solare, di solito da marzo a ottobre.

Un’ottima cosa per gli scommettitori italiani, che hanno modo così di tentare la fortuna anche nella canicola estiva, quando la serie A è ferma e non ci sono né Mondiali né Europei.

Uno scorcio di terra finlandese. Un Paese con un altissimo tenore di vita, dove il calcio appassiona ma fino a un certo punto. I Finlandesi il pallone non lo amano, ma vanno pazzi per l'hockey su ghiaccio.

Uno scorcio di terra finlandese. Un Paese con un altissimo tenore di vita, dove il calcio appassiona fino a un certo punto. I Finlandesi il pallone non lo amano, in compenso vanno pazzi per l’hockey su ghiaccio, senza dubbio il loro sport nazionale.

Bella la Finlandia. Con i suoi pro e contro. Alessandro lo ha raccontato bene in questa intervista.

«Quassù sto benissimo e si vive tranquillamente. Vengono spesso la mia famiglia e la mia ragazza, per cui non sento tanto la nostalgia per l’Italia. Tranne l’estate, per il mare e gli amici. La Finlandia mi piace un sacco, a parte il freddo: ci siamo allenati anche a -13 e una volta ho visto il termometro a -30».

E per quanto riguarda il calcio locale? Rispetto al nostro Paese, le differenze sono tante.

«Qui il calcio è seguito come in Italia, ma ci sono tanti altri sport a cui i Finlandesi sono interessati, soprattutto l’hockey su ghiaccio. Dal punto di vista delle attrezzature, abbiamo strutture e campi che in Italia ci sogniamo. Il calcio è vissuto senza pressioni, quando si perde l’unico che s’incazza sono io! Gli altri restano freddi, cerco di svegliarli. La preparazione comincia a febbraio, mentre a marzo si giocano subito le coppe, che si disputano a volte nei campi al coperto».

Marzuoli immortalato durante una sessione di allenamento, in un momento di pausa. Nel 2011 lascia il Vps per il Futura, di cui diventa rapidamente l'uomo simbolo.

Marzuoli immortalato in un momento di pausa di una sessione di allenamento. Nel 2011 lascia il Vps per il Futura, di cui diventa l’uomo simbolo.

Chiusa parentesi, torniamo alla carriera di Marzuoli. Che alla fine del 2011 si ritrova senza squadra.

Passa qualche settimana e il suo procuratore lo chiama per comunicargli l’interesse di un’ambiziosa società della Kakkonen (la nostra Lega Pro): l’Fc Futura, squadra di Porvoo, piccolo centro a 50 km a est dalla capitale Helsinki.

Alessandro accetta di buon grado di calarsi in una nuova mentalità. Due anni di serie A non ti cambiano la vita. E poi, se fai il portiere, devi essere sempre al top della forma, in massima divisione come nelle categorie inferiori.

Bella, la vita a Porvoo. Una cittadina di origini medievali, affacciata sul Mar Baltico e nota nel mondo per i magazzini di legno dei pescatori, che l’Unesco ha riconosciuto patrimonio dell’umanità.

Il trasferimento nel sud della Finlandia non è traumatico, anzi. A Porvoo il clima è decisamente più mite e Alessandro trova alloggio a due chilometri dal centro della città, in un residence immerso nel verde di una foresta. Schematico l’elenco dei suoi impegni quotidiani: allenamento, palestra, spesa e aperitivo in centro.

Il tempo a Porvoo, incantevole cittadina a 50 km da Helsinki, scorre lentamente, tra una camminata in mezzo ai boschi e una sessione di pesca nelle acque incontaminate del Mar Baltico. Poi c'è anche il tempo di giocare a calcio...

Il tempo a Porvoo, incantevole cittadina a 50 km da Helsinki, scorre lentamente, tra una camminata in mezzo ai boschi e una sessione di pesca nelle acque incontaminate del Mar Baltico. Poi c’è anche il tempo di giocare a calcio…

La prima stagione al Futura è abbastanza deludente, almeno dal punto di vista del risultato di squadra. La società inizia la stagioni con ben altri obiettivi, ma alla fine si deve accontentare di una tranquilla salvezza.

Nell’anno solare 2013, il Futura bissa la salvezza dell’anno prima con un altro piazzamento a metà classifica, che si ripete anche la stagione successiva, seppure con un lieve miglioramento.

Infatti la squadra totalizza 38 punti complessivi scalando la classifica fino al quarto posto. Ma la formula che regola la promozione è impietosa: sale nella Ykkonen (la nostra serie cadetta) soltanto la prima classificata.

Grande merito del buon piazzamento va ascritto a Roberto Nuccio, allenatore della squadra e amico personale di Marzuoli, che dichiara di dovergli molto.

Il 2014 è un anno importante per Alessandro, che per la prima volta in carriera comincia a pensare al suo futuro professionale, svolgendo il ruolo di preparatore dei portieri di alcune leve del settore giovanile.

A questo proposito, emblematiche le sue parole sul livello tecnico medio dei portieri finlandesi:

«Non sono un cavallo in mezzo agli asini, ma qui non c’è la nostra cultura di portieri: vanno avanti a gambe larghe, si buttano come sacchi di patate».

Ma la fine della carriera è ancora lontana. A 30 anni compiuti, Marzuoli ha ancora voglia di volare da un palo all’altro. Nel novembre 2014 Alessandro si svincola dal Futura, alla ricerca di nuove motivazioni.

A infondergliele la classica offerta che non puoi rifiutare. A proporgliela è l’Ac Oulu, club di serie B.

Tra le specialità di Marzuoli, l'uscita in presa alta per disinnescare potenziali situazioni di pericolo. Per scongiurare rovinose cadute con il capo, Alessandro ha sempre indosso il caschetto: un dettaglio che fa venire in mente Cech.

Tra le specialità di Marzuoli, l’uscita in presa alta per disinnescare potenziali situazioni di pericolo. Tuttavia, per scongiurare rovinose cadute con il capo, Alessandro ha sempre indosso il caschetto: come non pensare a Petr Cech?

«Non ho esitato nemmeno un secondo ad accettare», racconta. «Sono arrivato a Oulu a marzo e devo dire che la temperatura e il tempo non erano dei migliori. Ma la città è grande e bella, in estate penso che dia il massimo della sua bellezza trovandosi sul mare, oltre a essere circondata da fiumi e laghi».

È una città antica, Oulu, fondata nel 1605 dal re Carlo IX di Svezia. Il nome deriva da una parola del dialetto lappone e significa “acqua straripante”.

Nome non casuale, data l’abbondanza di oro blu, dolce e salato, che attornia questa splendida località. Città d’acqua, d’accordo, ma anche di cultura, grazie all’omonima Università popolata da 15.000 studenti.

Una città moderna, smart e a misura d’uomo, conosciuta nel ‘700 per l’abbondante produzione di catrame. E di salmone. Due attività diverse, ma entrambe molto redditizie. Una città di studenti, sede di un’importante squadra calcistica.

Bella la Finlandia, ma che freddo! Fortuna che spesso Alessandro viene raggiunto dalla famiglia e dalla ragazza. L'Italia gli manca solo per il mare e per gli amici, mentre a non mancargli è il familismo che si riverbera anche sul sistema-calcio.

Bella la Finlandia, ma che freddo! Fortuna che spesso Alessandro viene raggiunto dalla famiglia e dalla ragazza. L’Italia gli manca solo per il mare e per gli amici, mentre a non mancargli è il familismo esasperato e amorale che si riverbera purtroppo anche sul sistema-calcio.

«Che vanta una grande storia, avendo sempre militato in serie A», sottolinea Marzuoli, che prosegue: «Nel club ho trovato uno staff preparatissimo e ottimi giocatori, con molte giovani promesse. Non nascondiamoci dietro a un dito, l’obiettivo è la promozione in massima serie: le potenzialità ci sono e la città lo merita».

«Il gol in Coppa con il Kemi? Non è la prima volta che tento di fare gol ma non ho mai avuto grande fortuna. Finalmente è arrivata la mia prima rete in carriera e devo dire che ho provato una bellissima sensazione».

Oulu è solo l’ultima tappa di un lungo giro per l’Europa che non è ancora terminato. Volos, Oss, Dupnica, Vaasa, Porvoo e Oulu. In attesa di mollare gli ormeggi, scavalcare il Mar Baltico e sbarcare in Inghilterra, a due passi, anzi, a due miglia marine dall’Oceano Atlantico.

Marzuoli con una t-shirt del Bournemouth. Sullo sfondo alcune delle foto

Marzuoli con una t-shirt del Bournemouth. Sullo sfondo alcune delle foto “di campo” a cui il ragazzo è più affezionato. Il suo sogno? Giocare in Inghilterra, un giorno…

Ah, il calcio inglese, sogno e disperazione di tanti calciatori europei, sognatori trepidanti di un mondo calcistico che affascina per ragioni storiche e culturali.

Tra le migliaia di ragazzi innamorati del magico mondo del calcio britannico, c’è anche Marzuoli. Che adora la Finlandia, i suoi laghi, i suoi lunghissimi prati verdi, almeno d’estate. In Scandinavia si trova benissimo, il portiere nativo di Pescara.

Ma il suo sogno inconfessabile è mettersi alla prova nel campionato più spettacolare del mondo, quella Premier League che stuzzica le fantasie di milioni di appassionati di calcio.

“Unire l’utile al dilettevole” è sempre stato il motto di questo ragazzo. Fondere la passione per il gioco più bello del mondo con quella per i viaggi.

Il paradiso in terra, almeno per gli appassionati di calcio, si chiama Premier League. Marzuoli è tra quelli.

Il paradiso in terra, almeno per gli appassionati di calcio, si chiama Premier League. Marzuoli è tra quelli.

Un intento lodevole che questo portiere col caschetto, novello Cech, è riuscito a realizzare con successo.

In attesa di trasportare la sua passione anche in Inghilterra, magari proprio in quel Bournemouth che, in questo finale di stagione, sta lottando per varcare i cancelli di quel paradiso in terra che si chiama Premier League.

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