Davide Grassi: il difensore girovago che in Scozia chiamavano “Braveheart”

Davide Grassi, classe 1986, è cresciuto nel settore giovanile del Parma. Nel 2004, un'improvvisa separazione ha cambiato il suo destino. Da possibile bandiera gialloblù, a zingaro del pallone in giro per tutta Europa.

Davide Grassi, classe 1986, è cresciuto nel settore giovanile del Parma. Nel 2004, un’improvvisa separazione ha cambiato il suo destino. Da possibile bandiera gialloblù, a zingaro del pallone in giro per tutta Europa. Qui si presenta ai tifosi del Dundee (stag. 2012/2013).

Era uno dei ragazzi più promettenti del settore giovanile del Parma, Davide Grassi.

Tutta la trafila nel vivaio gialloblù, fino a diventare colonna della Primavera allenata da Davide Ballardini. Tutto sembrava indirizzato all’esito più naturale: il passaggio in prima squadra, dove esordire a 18 anni e ripercorrere – magari – le orme di Benarrivo e Apolloni.

Nomi scelti non a caso. Come lui terzini di fascia, come lui bandiere parmensi.

Ma nel momento decisivo della carriera di Grassi, durante una normale sessione di allenamento, succede l’irreparabile. Il legamento crociato del ginocchio sinistro fa crac, dopo uno scontro fortuito con Daniele Bonera. Il responso medico è quasi una condanna a morte: otto mesi di stop.

Grassi non demorde. Prende l’autostrada per Verona e si fa operare da un ortopedico. Poi si trasferisce a Cesenatico, dove conduce la riabilitazione seguito con religioso scrupolo dal dottor Cherici, che lo rimette in piedi. Davide è pronto a ripartire, più forte che mai.

Nel frattempo, però, qualcosa in società è cambiato. Non il magazziniere, non l’allenatore (o meglio sì, ma è un’altra storia). Bensì la società stessa, o meglio la proprietà. Che si rifiuta di fargli firmare il tanto atteso (e promesso) contratto da professionista.

A cavallo tra anni Novanta e Duemila, il Parma di Callisto Tanzi ha fatto sognare un'intera città. Solo che il sogno era costruito su fondamenta di argilla. Che sono state spazzate via dal fallimento della Parmalat.

A cavallo tra anni Novanta e Duemila, il Parma di Callisto Tanzi ha fatto sognare un’intera città. Solo che il sogno era costruito su fondamenta di argilla. Che sono state spazzate via dal fallimento della Parmalat.

E gli volta le spalle, procurandogli una delle delusioni più cocenti della sua vita. Dopo avergli fatto pagare l’operazione al ginocchio di tasca sua. Oltre al danno, la beffa.

«C’è stato il problema della Parmalat e così sono entrate nuove persone. Non mi conoscevano bene come mi conosceva invece la vecchia società, perciò hanno pensato bene di lasciarmi andare in malo modo. Ci sono rimasto male, perché ero da tanti anni a Parma e mi aspettavo un trattamento diverso».

Ah, la riconoscenza. Di solito sono i tifosi a negarla ai propri beniamini. Che ci vuole, nel calcio come nella vita, a dimenticare le cose belle, l’impegno, i sacrifici di un’adolescenza trascorsa a vagare da un campo all’altro, da una regione all’altra, per difendere l’onore della maglia ricamata dallo scudo crociato.

Davide Grassi, nonostante non abbia ancora 30 anni, ha già girato mezza Europa. Oggi gioca nell'Osnabruck, terza divisione tedesca, di cui è una delle colonne difensive portanti.

Davide Grassi, nonostante non abbia ancora 30 anni, ha già girato mezza Europa. Oggi gioca nell’Osnabruck, terza divisione tedesca, di cui è una delle colonne difensive portanti.

Nel caso di Davide Grassi, invece, è la dirigenza societaria a voltargli le spalle. E a fargli provare un comprensibile sentimento di sdegno rispetto a un calcio italiano «che si sta rovinando da solo dopo scommesse e ritardi sui pagamenti. Non solo squadre di serie B e C, ma anche di serie A. Mentre all’estero mi sono trovato e mi trovo bene rispetto al nostro Paese. È proprio un altro mondo».

Una dichiarazione che ci fa entrare nel cuore della storia di questo ragazzo, nato a Reggio Emilia nel 1986 e protagonista di un lungo viaggio in giro per l’Europa alla continua ricerca di un ciuffo di erba da accarezzare con gli scarpini. Un passato a pochi chilometri da casa e un presente all’Osnabruck, nella serie C tedesca. Uno iato inframezzato, spezzettato da innumerevoli cambi di maglia che lo hanno fatto viaggiare un po’ ovunque.

Infatti, dopo la separazione unilaterale dal Parma, una breve parentesi tra i dilettanti “marini” del Cattolica e poi la partenza verso lidi diversi da quelli dell’affollatissima località balneare riminese. Questo dal 2004 al 2006, quando Grassi abbandona i lidi emiliani per abbracciare quelli di Isola, una delle più importanti località balneari del breve tratto del territorio sloveno che si affaccia sul mare, nell’Istria che un tempo fu italiana.

La squadra si chiama Nogotemni Bonifika, che milita nella seconda divisione nazionale. L’esperienza nei Balcani, durata solo una stagione, è importantissima. Grassi scende in campo con continuità riprende confidenza con il campo e con il suo fisico, uscito debilitato dal brutto infortunio di tre anni prima.

Dopo la Slovenia, è la volta della Spagna. Grassi gioca prima nel Mérida (squadra dell'Extremadura) e poi nel Sant Andreu, alle porte di Barcellona. Nella foto, uno scorcio dello stadio del Sant Andreu.

Dopo la Slovenia, è la volta della Spagna. Grassi gioca prima nel Mérida (squadra dell’Extremadura) e poi nel Sant Andreu, alle porte di Barcellona. Nella foto, uno scorcio dello stadio del Sant Andreu.

È nel 2007 che Davide compie il suo primo, vero, grande salto culturale e professionale. Facile andare in Istria, dove le affinità con l’Italia sono tante. Più coraggiosa la decisione di balzare dalla Slovenia alla Spagna e per la precisione al Mérida, dove si ambienta subito.

Tanto da diventarne capitano, in un ambiente segnato da una perfetta sintonia tra squadra e tifosi – ma soprattutto da una temperatura costantemente al di sopra dei 20 gradi.

Caldo e calcio, calcio e sabbia. Ancora meglio della santissima Trinità.

In Extremadura (o Estremadura, Wikipedia dice addirittura Estremaura: mah!) Grassi trascorre un anno e mezzo, prima di trasferirsi nel gennaio 2009 al Sant Andreu, squadra della Catalogna iscritta alla Segunda Divisiòn B (l’equivalente della nostra serie C) e di proprietà dell’ex presidente del Barcellona Joan Gaspart.

L’esperienza al Sant Andreu, per quanto conclusa dopo soli sei mesi, è molto positiva per due ragioni. In primis per i risultati di squadra, con la promozione nella serie cadetta sfumata ai play-off contro il Barcellona B, al termine di un derby fratricida.

Manuel Pascali e Raffaele De Vita hanno legato la propria carriera alla Scozia. Insieme a Davide Grassi, sono i giocatori italiani più rappresentativi del nostro campionato in Scozia.

Manuel Pascali e Raffaele De Vita hanno legato la propria carriera alla Scozia. Insieme a Davide Grassi, sono i giocatori italiani più rappresentativi del nostro campionato in Scozia.

Ma soprattutto per il direttore sportivo della società catalana, che a fine stagione gli spalanca le porte per andare a giocare nella Premiership scozzese, il campionato europeo dove Davide Grassi ha ottenuto i risultati migliori della sua carriera.

La Scozia, negli ultimi vent’anni, è stata meta frequente per quei pochi calciatori italiani che hanno fatto fagotto. La lista è lunga, la accorciamo menzionando i più importanti: Pasquale Bruno, Lorenzo Amoruso, Marco Negri e Gennaro Gattuso. Senza dimenticare i “nostri palloninfuga” Manuel Pascali e Raffaele De Vita.

A questo elenco nel 2009 si aggiunge anche Davide, ingaggiato dalla terza società più blasonata di Scozia: l’Aberdeen. Una compagine che tra il 1978 e il 1986 vinse undici trofei, tra cui un’indimenticabile Coppa delle Coppe conquistata nel 1983 a scapito di un certo Real Madrid.

Davide Grassi si presenta ai tifosi dell'Aberdeen, nel luglio del 2010. L'esperienza con i Dons sarà breve ma indimenticabile, grazie al fiume di affetto che i tifosi gli riversano. Con un aneddoto curioso...

Davide Grassi si presenta ai tifosi dell’Aberdeen, nel luglio del 2010. L’esperienza con i Dons sarà breve ma indimenticabile, grazie al fiume di affetto che i tifosi gli riversano. Con un aneddoto curioso…

Era l’Aberdeen di Sir Alex Ferguson: a fargli compagnia, nel portare l’Aberdeen sul tetto d’Europa, anche McLeish, Strachan e McGhee. Da allora, il palmarès dei Dons si è arricchito di soli due titoli: una Coppa nazionale e una Coppa di Lega. Abbastanza per convincere Grassi a trasferirsi.

Come ha raccontato in questa intervista a Nino Caracciolo, Davide sbarca in Scozia di giovedì e due giorni dopo è già in campo, in una partita di Coppa. Ma la seconda partita giocata sette giorni dopo gli regala una brutta sorpresa. Non passano neppure 120 secondi che in uno scontro di gioco si frattura zigomo e mandibola a causa di una gomitata. Il referto medico? Quattro mesi di stop.

È proprio in quest’occasione che Grassi conquista il rispetto e l’ammirazione dei tifosi scozzesi.

Il medico della squadra prova con tutte le sue forze a convincerlo a uscire: non c’è niente da fare. Grassi fa orecchie da mercante e rientra in campo indossando una truce maschera protettiva che esalta il pubblico presente allo stadio “Pittodrie”.

Ecco risolto il mistero dell'identità della

Ecco risolto il mistero dell’identità della “maschera di ferro”. L’uomo mascherato è lui, Davide Grassi, ribattezzato “Braveheart” dai tifosi dell’Aberdeen per la sua indole battagliera.

Da quel giorno Davide diventa “Braveheart”, cuore impavido. Lo stesso soprannome affibbiato a Sir William Wallace, simbolo dell’indipendenza scozzese, barbaramente trucidato all’inizio del XIV secolo per avere difeso il Paese dalle mire espansionistiche del re inglese Edoardo I.

Alla fine del match, Grassi viene condotto in ospedale dove gli riducono la frattura. A quel punto, si profila per lui un lungo periodo di riabilitazione dall’infortunio. Il pubblico biancorosso si dimenticherà di lui. Macchè.

Qualche tempo dopo gli succede di incontrare al supermercato due tifosi dell’Aberdeen che lo riconoscono e lo salutano. Lui ricambia con piacere, sembra finita lì ma tempo cinque minuti i due ragazzi tornano lancia in resta regalandogli un peluche con attaccato un biglietto dove c’è scritto: «Torna presto, Davide».

Una banalità, diranno alcuni di voi. Una testimonianza di sincero affetto secondo Davide, ragazzo timido, misurato e di poche parole per cui un atto di generosità come quello, per quanto semplice, lo ripaga di anni di sacrifici e di sudore versato copiosamente sull’altare dell’amore per il gioco più bello del mondo.

Davide Grassi, ai tempi della sua esperienza con l'Aberdeen, mentre tallona il giocatore dei Rangers Steven Davis.

Davide Grassi, ai tempi della sua esperienza con l’Aberdeen, mentre tallona il giocatore dei Rangers Steven Davis.

E non è finita qui. I quattro mesi di stop scorrono lentamente ma un bel giorno arrivano alla fine. È giornata di campionato, l’Aberdeen è atteso dal difficile incontro a domicilio contro i temibili Rangers. Grassi va in panchina, l’allenatore vuole tornare a fargli respirare il profumo dell’erba temporaneamente perduto.

Ma durante il riscaldamento un compagno si fa male. «Davide, get ready», gli urla l’allenatore. Ai tifosi dell’Aberdeen non sembra vero. In settimana hanno saputo del ritorno di Grassi.

E per questo hanno messo in piedi un’idea geniale: ogni spettatore ha in dotazione una mascherina da indossare per omaggiarlo. Quando Davide esce dal tunnel degli spogliatoi insieme ai suoi compagni, il pubblico si alza in piedi e lo applaude: attorno a Grassi, 20.000 mascherine che battono le mani. Come fai a non commuoverti?

Dopo alcune stagioni passate all'estero, giunge il momento del grande ritorno in Italia. Grassi si accasa all'ambiziosissimo Sorrento. Una decisione che si rivelerà errata, per ragioni ancora oggi non del tutto chiare.

Dopo alcune stagioni passate all’estero, giunge il momento del grande ritorno in Italia. Grassi si accasa all’ambiziosissimo Sorrento. Una decisione che si rivelerà errata, per ragioni ancora oggi inspiegabili.

Da quel giorno Grassi non avrà più problemi fisici e collezionerà 23 presenze complessive.

La buona stagione ad Aberdeen fa suonare alcune sirene di mercato. Alcuni club di serie C sono interessati a Grassi che alla fine cede alle lusinghe del Sorrento.

All’estero si sta bene ma c’è un conto da regolare con il calcio italiano. Un conto che purtroppo non viene saldato: 2 gol nelle prime tre partite e poi un incubo da cui fa fatica a risvegliarsi. Da un giorno all’altro comincia a marcire in panchina, senza sapere perché.

Nel gennaio 2011, Grassi lascia la Campania per volare alla volta del Friuli: è la Triestina a volerlo. Sembra la volta buona per riconciliarsi col pallone tricolore ma non c’è niente da fare. Il destino gli riserva l’ennesimo infortunio in carriera, a seguito del quale viene messo ai margini della squadra.

«Basta con il calcio italiano, basta!» . È questa la promessa che Grassi fa a se stesso e che fino a oggi ha sempre mantenuto. A luglio Eddy Martens, fidanzato di Antonella Clerici, lo mette in contatto con l’Fc Brussels, club della B belga, con cui firma un contratto annuale. Un’esperienza che inizia con qualche dubbio ma che si rivelerà un successo sotto ogni punto di vista.

Dopo Sorrento e Triestina, Grassi abbandona per la seconda volta l'Italia, destinazione Brussels. Il contatto con i belgi avviene grazie all'intermediazione del fidanzato di Antonella Clerici. Lo scrivente è sobrio, ve lo garantisco.

Dopo Sorrento e Triestina, Grassi abbandona per la seconda volta l’Italia, destinazione Brussels. Il contatto con i belgi avviene grazie all’intermediazione del fidanzato di Antonella Clerici. Lo scrivente è sobrio, ve lo garantisco.

L’atteggiamento combattivo e indomito che lo contraddistingue finisce per farlo entrare nel cuore dei tifosi, che lo ribattezzano “Braveheart” come i loro colleghi dell’Aberdeen. A fine stagione, Grassi totalizza 34 presenze e un gol, consumando l’ennesima piccola vendetta rispetto alle tante società italiane “visitate” in passato che non hanno voluto puntare su di lui. Poi succede qualcosa.

«A fine stagione il Brussels mi rivoleva, ma appena sentii del Dundee non ci pensai un attimo a rientrare in Scozia, quella che tuttora considero la mia seconda casa. Giocai da titolare le prime cinque partite, poi a dieci minuti dal termine della gara con gli Hearts sentii un crack al ginocchio: problemi al menisco, l’inizio del mio nuovo calvario. Condito da una ricaduta alla prima gara in cui rientrai in campo, che mi costrinse ad altri lunghi mesi di stop e a sole 13 presenze in totale».

Davide Grassi torna di nuovo in Scozia. Dopo l'Aberdeen, il Dundee Fc, che con il Dundee Utd dà vita a uno dei derby scozzesi più sentiti. La sua peculiarità? Gli stadi delle due squadre sono separati da un centinaio di metri, che i giocatori percorrono a piedi prima di disputare la stracittadina.

Davide Grassi torna di nuovo in Scozia. Dopo l’Aberdeen, il Dundee Fc, che con il Dundee Utd dà vita a uno dei derby scozzesi più sentiti. La sua peculiarità? Gli stadi delle due squadre sono separati da 100 metri, che i giocatori percorrono a piedi prima di disputare la stracittadina.

Questa la sintesi essenziale della sua seconda stagione in Scozia, fatta da Grassi in persona.

Oltre a queste annotazioni biografiche, c’è di più. Innanzitutto come avviene il contatto. A volerlo fortemente l’allenatore del Dundee, che già lo aveva colpito ai tempi di Aberdeen.

Poi c’è la questione del derby con i cugini dello United. Un derby particolare, che ha un punto in comune con quello di Belgrado. Gli stadi delle due squadre si trovano ad appena 100 metri di distanza!

Cosa impone la tradizione? I tifosi delle due compagini accompagnano a piedi i propri beniamini nel tragitto che conduce alla tana del nemico.

Oddio, nemico: meglio parlare di avversario. È questo il bello del calcio scozzese: duro ma leale, in campo come sugli spalti. Fantastici, i tifosi scozzesi: passionali senza essere soffocanti. Come abbiamo visto prima, Grassi ne sa qualcosa.

Grassi immortalato durante una fase di gioco in un match di campionato giocato contro il St. Mirren.

Grassi immortalato durante una fase di gioco in un match di campionato giocato contro il St. Mirren.

La carriera di Davide ha poche sicurezze. Il contratto annuale è una costante, in Italia come in Scozia. Non è un caso che nell’estate 2013 si ritrovi senza una squadra.

Lo attende un altro salto mortale, dal nord al sud Europa. A chiamarlo l’Aris Limassol, squadra della serie B cipriota.

Cipro. Grassi non sapeva manco dove si trovasse, prima di ricevere questa chiamata.

«Prima di arrivare ero spaventato. In realtà a Cipro sono quattro o cinque squadre che giocano davvero bene, c’è l’Apoel [Nicosia], insomma squadre forti. Anche i tifosi, quando giochi contro l’Omonia, l’Ael e l’Apoel, gli stadi sono sempre pieni, il calcio è vissuto molto intensamente», ha raccontato in un’intervista rilasciata qualche tempo fa a Davide Coppo di Rivista Studio.

E chi l'avrebbe mai detto? Grassi manco sapeva dove fosse, Cipro. E invece all'Aris Limassol si è trovato da Dio, sostenuto da una delle tifoserie più calde del Paese.

E chi l’avrebbe mai detto? Grassi manco sapeva dove fosse, Cipro. E invece all’Aris Limassol si è trovato da Dio, sostenuto da una delle tifoserie più calde del Paese.

Contro ogni aspettativa, il suo ambientamento a Cipro è avvenuto rapidamente. L’allenatore lo ha nominato addirittura capitano.

Una responsabilità importante, affidatagli da compagni che giocavano nell’Aris da molto più tempo di lui. Grassi non voleva, a causa della sua proverbiale timidezza, ma alla fine si è dovuto arrendere, sommerso dalla stima di compagni e tifosi.

A Cipro come in Scozia, il tifo è viscerale.

Eppure la Scozia è unica, come Grassi ha voluto sottolineare in più occasioni. «Là sono stato da Dio, è un calcio che fa parte del mio dna. Ci sono stadi sempre pieni e campi bellissimi, [per non parlare dell’emozione di] giocare contro Celtic e Rangers».

La grinta di Davide Grassi, dal 2014 all'Osnabruck. In questa immagine, il giocatore veste la maglia da trasferta, mentre quella

La grinta di Davide Grassi, dal 2014 all’Osnabruck. In questa immagine, il giocatore veste la maglia da trasferta, mentre quella “originale” è viola con striature bianche.

Chissà se Grassi ci tornerà, prima o poi. Intanto il presente recita Germania. Sì, un altro Paese che va ad arricchire ulteriormente il curriculum calcistico di questo emigrante del pallone.

nfatti, dopo la stagione a Cipro giocata da titolare, Grassi ha firmato nell’estate 2014 un contratto biennale con l’Osnabruck. Uno strappo alla regola che si è sempre dato di decidere, di vincolarsi anno per anno.

«Volevo andare in Germania, mia sorella vive lì: è stato un cambiamento climatico drastico, però il campionato è spettacolare, lo stadio sempre pieno. Minimo 15 mila persone. Quando va bene anche venti, pure in trasferta. E poi sono molto calorosi […]».

La stagione con l’Osnabruck, società della Sassonia iscritta alla terza divisione tedesca, è scivolata via senza problemi.

Grassi si è calato perfettamente nella mentalità teutonica. In questa foto esegue alla perfezione il saluto militare, che in Germania i giocatori devono eseguire per assicurare il mister di avere compreso le sue indicazioni tattiche.

Grassi si è calato perfettamente nella mentalità teutonica. In questa foto esegue alla perfezione il saluto militare, che in Germania i giocatori devono eseguire per assicurare il mister di avere compreso le sue indicazioni tattiche.

La squadra ha centrato una tranquilla salvezza in linea con gli obiettivi di inizio stagione. Con Davide Grassi che ha giocato con la continuità che probabilmente, se ci fosse stata anche in passato, gli avrebbe garantito una carriera migliore.

Niente rimpianti, però.

Ognuno ha quel che merita, è risaputo. Ma è anche vero che qualche infortunio di troppo, da coniugare ai tanti tradimenti subiti nel corso della sua vita, dai tempi di Parma fino alla toccata e fuga di Sorrento, hanno scalfito le sicurezze di Davide Grassi.

Un ragazzo all’apparenza timido e prudente, ma in realtà sfacciato e coraggioso nel buttare giù le zavorre dalla mongolfiera e volare, con in mano valigia e pallone, in giro per il vecchio continente. In attesa magari di tornare nella sua seconda madrepatria, quella Scozia dove trionfano i valori del rispetto e della meritocrazia.

È maturato, Davide Grassi. Lontano dal ragazzino che mangiava l'erba del centro sportivo di Collecchio. E lontano da un calcio italiano in cui non si riconosce. Ma dove speriamo possa tornare, magari all'Inter, la sua squadra del cuore.

È maturato, Davide Grassi. Lontano dal ragazzino che mangiava l’erba del centro sportivo di Collecchio. E lontano da un calcio italiano in cui non si riconosce. Ma dove speriamo possa tornare, magari all’Inter, la sua squadra del cuore.

A differenza di quanto avviene in Italia. Emblematiche queste sue frasi.

«Anni fa la nostra Serie A era un campionato molto più competitivo adesso non è più così. Personalmente, del calcio italiano non mi manca niente: troppi giri strani, ormai è diventato più business che sport. C’è del disamore nei confronti di quanto succede in Italia: in Scozia se un sedicenne è bravo gioca; da noi, invece, in un caso simile giocherebbe sempre quello più anziano».

Davide Grassi è il ragazzo di sempre: l'umiltà è la sua cifra caratteristica dal punto di vista umano, mentre in campo ha il piglio - e il cipiglio - del leader. Da vero

Davide Grassi è il ragazzo di sempre: l’umiltà è la sua cifra caratteristica dal punto di vista umano, mentre in campo ha il piglio – e il cipiglio – del leader. Da vero “Braveheart” qual è.

L’Italia e l’estero, così diversi sul piano della meritocrazia applicata al mondo del calcio.

Eppure, forse, qualcosa si sta muovendo, con il sistema-calcio italiano che sta guadagnando posizioni nel ranking internazionale alla ricerca di un futuro migliore, tutto da costruire.

Un futuro dove ci auguriamo che anche Davide Grassi, volenteroso zingaro del pallone partito da Parma, possa dimostrare tutte le sue qualità.

Magari proprio nella sua squadra del cuore, l’Inter. È solo un sogno, lo sappiamo, quasi impossibile da realizzare. Ma come ha scritto una volta il disegnatore Leiji Matsumoto, «i sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...