Giorgio Russo, il ragazzo di Calabria volato in Estonia per gelare la torcida dell’Hajduk

 La curva dei tifosi dell'Hajduk Spalato in occasione di un derby con la Dinamo Zagabria. È in una cornice come questa che Giorgio Russo, esterno d'attacco calabrese classe 1989, si è trovato a giocare nel luglio 2015 con la maglia degli estoni del Sillamae Kalev.

La curva dei tifosi dell’Hajduk Spalato in occasione di un derby con la Dinamo Zagabria. È in una cornice come questa che Giorgio Russo, esterno d’attacco calabrese classe 1989, si è trovato a giocare nel luglio 2015 con la maglia degli estoni del Sillamae Kalev.

Dieci, cento, mille volte avrete sentito parlare dell’Hajduk Spalato, una delle più importanti squadre croate. Ma chi si è mai chiesto il significato della parola “hajduk“?

Su Wikipedia, si legge che questo termine deriva dall’antico ungherese. Gli Auduchi, nel ‘600, erano i soldati di origine balcanica (ed est europea) impegnati nell’organizzazione di attività di resistenza contro gli invasori Ottomani.

A Giorgio Russo, attaccante degli estoni del Sillamae Kalev, questa annotazione linguistica interessa fino a un certo punto.

Per questo ragazzo calabrese, Hajduk vuol dire tre cose. Uno, lo stadio “Hrvatski vitezovi” (i cavalieri croati) di Dugopolje, a 15 km da Spalato . Due, una partita valida per il secondo turno preliminare di Europa League. Tre – perdonate l’imperdonabile l’antinomia numerica – l’indimenticabile doppietta segnata alla compagine croata il 9 luglio 2015.

Una soddisfazione enorme per questo ragazzo classe 1989 che negli ultimi anni, in Italia, ha giocato tra Lega Pro e Serie D. Poi, nel gennaio 2014, attraverso un amico, Giorgio Russo trova il contatto con una squadra della serie A lituana, il Suduva.

Succede così che il ragazzo, esterno d’attacco con i piedi buoni e doti atletiche fuori dal comune, lascia la sua casa di Corigliano per tentare l’avventura nei Paesi baltici.

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Giorgio Russo con la maglia del Suduva, squadra della serie A lituana. Con la compagine della città di Marijampolė, Russo ha giocato nell’anno solare 2014, totalizzando 31 presenze e 5 gol, oltre a svariati assist.

L’uso del plurale è tutt’altro che casuale. Infatti, dall’estate 2015 alla semestrale esperienza in Lituania fa seguito quella in Estonia, a Sillamae, piccola cittadina a un tiro di schioppo dal confine con la Russia.

La squadra è il Kalev, che milita nella Meistriiliga, la serie A nazionale.

Nelle strade di Sillamae si respira un’aria diversa dal resto del Paese. Lo stile architettonico delle case è tipicamente sovietico. Si parla russo, come di etnia russa è l’85 per cento degli abitanti.

Normale che Giorgio, che “Russo” fa di cognome, a Sillamae si trovi perfettamente a suo agio, dentro e fuori dal campo.

«Giorgio Russo è un giocatore che rispetto ai suoi compagni del Sillamae ha un altro passo. È l’arma aggiunta della squadra. Nel massimo campionato estone fa la differenza e in Italia potrebbe giocare senza problemi in B. La sua specialità? Attaccare gli spazi».

Vincenzo Alberto Annese è un giovane allenatore italiano. Dopo alcune esperienze da preparatore atletico in giro per l'Italia, compresa una toccata e fuga a Bristol, oggi è allenatore in seconda del Paide Linnameerskond, team della serie A estone.

Vincenzo Annese è un giovane allenatore italiano. Dopo alcune esperienze da preparatore atletico in giro per l’Italia, è viceallenatore del Paide Linnameerskond, team della serie A estone. Ha visto giocare Russo e ne ha apprezzato le qualità tecniche e atletiche.

Parole di stima che non provengono dal suo tecnico o da qualche vecchio compagno di squadra, ma da Vincenzo Annese, allenatore in seconda del Paide Linnamaerskond, squadra della serie A estone.

Il giudizio tecnico del giocatore espresso da mister Annese, che a questo blog ha già raccontato la sua esperienza di pallone in fuga, è la prova provata della buona intuizione che Russo ha avuto nel partire per il Baltico.

Allora Giorgio, in Italia ti conoscono in pochi. Raccontaci chi sei.

«Sono nato nel 1990 a Cariati, in provincia di Cosenza, ma risiedo da tanti anni a Corigliano Calabro. Ho cominciato ad amare il calcio fin da piccolo, anche se ho iniziato a giocare seriamente solo dalla categoria Giovanissimi. Grande merito della mia formazione tecnica va riconosciuto al mio primo allenatore, mister Screnci».

Ruolo e caratteristiche tecniche.

«Mi definisco un “attaccante offensivo”. La mia qualità principale è la velocità, quindi gioco prevalentemente sulle fasce. Ma, se serve, mi adatto benissimo a giocare come seconda punta».

Un giovanissimo Giorgio Russo ai tempi della Primavera del Modena.

Un giovanissimo Giorgio Russo ai tempi della Primavera del Modena.

Nel tuo curriculum leggo che hai giocato nella Primavera del Modena. Come sei finito in Emilia?

«Giocavo da due anni negli Allievi dell’Inter Club a Parma, dove vivevo. Avevo l’età giusta per entrare in qualche formazione Primavera e dopo qualche provino su e giù per l’Emilia, ho firmato con i Canarini. Modena era la città più vicina alla mia residenza e non volevo allontanarmi troppo per continuare gli studi. È stata la scelta giusta. L’Emilia è ancora nel mio cuore e a Modena mi sono trovato benissimo».

Una rarissima foto che documenta l'esordio in Coppa Italia di Russo con la maglia dei Canarini. Era la stagione 2008/2009.

Una rarissima foto che documenta l’esordio in Coppa Italia di Russo con la maglia dei Canarini. Era la stagione 2008/2009.

Nel 2010 vai fuori quota e ti lasciano andare via.

«Allora mi era scaduto il contratto e la società stava vivendo un momento di transizione. La nuova dirigenza aveva altre idee e le nostre strade si sono separate. Ma rimane il fatto che al Modena devo molto. Di quel periodo conservo alcuni ricordi bellissimi. I primi allenamenti con la prima squadra di Bortolo Mutti, l’esordio in Coppa Italia con mister Zoratto…Senza dimenticare il rapporto con il tecnico della Primavera Pulga».

La fine del rapporto professionale con il Modena segna di fatto il tuo passaggio, calcisticamente e umanamente parlando, all’età adulta. Ti aspettano alcuni anni di gavetta.

Il salto nel calcio degli adulti, Russo lo fa con Melfi e Bisceglie, tra serie C e D. In questa foto, Giorgio prova a far leva sulla velocità per eludere la marcatura asfissiante del difensore. La maglia è quella del Bisceglie.

Il salto nel calcio degli adulti, Russo lo fa con Melfi e Bisceglie, tra serie C e D. In questa foto, Giorgio prova a far leva sulla velocità per eludere la marcatura asfissiante del difensore. La maglia è quella del Bisceglie.

«Che sono stati importantissimi per la mia formazione. In serie C, come si suol dire, mi sono fatto le ossa. Tre stagioni al Melfi, intervallate da un anno in serie D, al Bisceglie. L’esperienza in Basilicata mi ha segnato moltissimo. In quel periodo (2010-2014) ho avuto la possibilità di confrontarmi con un tipo di calcio di impatto più fisico che tecnico, nonostante il girone meridionale sia di un livello superiore agli altri due. Ricordo con piacere tutti i compagni dell’epoca e in particolare la mitica coppia di magazzinieri Celeste-Sterpellone!».

Nel gennaio 2014 inizia la tua seconda vita: accetti l’offerta del Suduva, club della serie A lituana. Toglimi una curiosità: come ti hanno scoperto?

«Devo ringraziare il mio amico ex calciatore Valerio Sposato, che dieci anni fa giocava nel Suduva e ha creato dal niente il contatto con loro».

Maximiliano Uggè, un calciatore italiano in Lituania. La sua particolarità? È stato compagno di squadra di Giorgio Russo nel 2014.

Maximiliano Uggè, un calciatore italiano in Lituania. La sua particolarità? È stato compagno di squadra di Giorgio Russo nel 2014. Questo blog ha raccontato la sua storia nel novembre 2015.

Puoi farmi un riassunto della tua esperienza lassù? Hai avuto qualche problema di ambientamento?

«Figuriamoci. Mi definisco un cittadino del mondo per cui nessuna paura: il rettangolo di gioco è la mia casa mobile e ovunque sia, mi sta bene. Ammetto che c’erano due handicap: cibo e freddo, ma ho migliorato il mio inglese, imparato un po’ di lituano e cominciato a cucinare. Mi sentivo uno studente universitario in Erasmus! Dal punto di vista dei risultati sul campo non mi posso lamentare: 31 presenze e 5 gol. Ah, dimenticavo di dirti che in rosa c’era anche Maximiliano Uggè, con cui avevo un ottimo rapporto».

Marco Ragini, allenatore sammarinese, tecnico dei lituani del Dainava Alytus nel 2014.

Marco Ragini, allenatore sammarinese, tecnico dei lituani del Dainava Alytus nel 2014.

Toglimi una curiosità: qual è il livello del campionato lituano? Secondo Marco Ragini, ex allenatore del Dainava Alytus, equivale alla nostra Lega Pro.

«Non esageriamo. Contrariamente a quanto si crede, il campionato lituano non è per niente facile. Dal punto di vista tecnico non è lontanamente paragonabile alla nostra serie A, ma il livello complessivo è più che buono. Gli stipendi per noi stranieri sono abbastanza alti e le strutture più che accettabili. Dal punto di vista del tifo pensavo peggio, dato che in Lituania il calcio non è lo sport nazionale».

La tua permanenza al Suduva dura appena un anno. Come mai? Una scelta incomprensibile, scorrendo la tua biografia. Leggo che addirittura saresti stato fermo quasi una stagione. È così?

Il fotomontaggio pubblicato in estate sul sito ufficiale del Sillamae Kalev per annunciare ufficialmente l'ingaggio di Giorgio Russo.

Il fotomontaggio pubblicato in estate sul sito ufficiale del Sillamae Kalev per annunciare ufficialmente l’ingaggio di Giorgio Russo.

«Il contratto con loro prevedeva un’opzione per il secondo anno. Non ho voluto continuare perchè per la mia crescita professionale cercavo un’altra squadra. Nel frattempo, all’inizio del 2015, mi sono allenato con una squadra della serie A rumena, che mi aveva proposto di firmare con loro. Tuttavia, per una serie di problemi personali, ho dovuto rinunciare. Quest’estate invece ho accettato la proposta del Sillamae Kalev. Per ora mi trovo molto bene e a differenza di quanto si dice in giro, la città è tranquilla e vivibile».

Il 9 luglio 2015 si è giocata probabilmente la partità più importante della tua carriera. Il Sillamae ha fatto visita all’Hajduk Spalato nel ritorno del secondo turno preliminare di Europa League. E anche se la partita è finita 6-2 per i croati, li hai spaventati con una memorabile doppietta nel primo tempo.

L'esultanza - e che esultanza - di Giorgio Russo per festeggiare la doppietta rifilata all'Hajduk Spalato nel ritorno del secondo turno preliminare di Europa League.

L’esultanza – e che esultanza – di Giorgio Russo per festeggiare la doppietta rifilata all’Hajduk Spalato nel ritorno del secondo turno preliminare di Europa League.

«Non dimenticherò mai quella partita. Lo stadio era infuocato ma in occasione dei miei due gol, i tifosi di casa si sono letteralmente ammutoliti. La torcida dell’Hajduk è qualcosa di incredibile e mi ha dato la carica giusta per affrontare una partita così importante. L’atmosfera era davvero fantastica e la curva di casa agguerritissima. Purtroppo non si giocava al “Poljud” di Spalato, ma nella vicina Dugopolje. Mi sarebbe piaciuto calcare l’erba dello stadio di casa dell’Hajduk, ma pazienza. Comunque, nonostante la doppietta, rimane il fatto che abbiamo perso e siamo stati eliminati dalla competizione. Peccato».

È il

È il “Gaucho” Ronaldinho l’idolo di Giorgio Russo. Peccato che nell’intervista dica di giocare ovunque come se fosse al Real Madrid. Qualcosa non quadra…

Tramontata la vetrina europea, vi rimane il campionato. A proposito, come sta andando la stagione? Che obiettivi vi siete posti?

«Vincere, vincere e… Vincere! Al momento siamo quarti in classifica, daremo tutto per confermarci tra le migliori tre del campionato. Vorrebbe dire qualificarsi di nuovo in Europa League».

Giorgio Russo con la divisa biancoverde del Melfi. Il numero sulla maglia è impegnativo. Il

Giorgio Russo con la divisa biancoverde del Melfi. Il numero sulla maglia è impegnativo. Il “7” per convenzione è assegnato all’ala destra. Il “7” è il numero che portano sulle spalle i giocatori che hanno il compito più difficile: correre a perdifiato sulla fascia e indovinare, almeno una a partita, la giocata che ti lascia a bocca aperta.

Come viene visto il calcio italiano in Estonia?

«È tenuto in grande considerazione e di conseguenza i nostri giocatori godono di grande stima».

Quali sono le tue ambizioni per il futuro? Conti di tornare in Italia, un giorno?

«Per il momento voglio continuare a giocare in Europa, possibilmente in campionati di massima serie. Non mi dispiacerebbe tornare a casa, se si dovesse presentare l’occasione. Ma non mi sento un cavallo di ritorno; dovunque ci sarà una richiesta per il mio ruolo, ci andrò, non solo in Italia: e quella squadra, per me, sarà sempre come il Real Madrid».

Arrigo Sacchi. Uno scudetto e due Coppe Campioni con il Milan. E un secondo posto mondiale da tecnico della Nazionale.

Arrigo Sacchi. Uno scudetto e due Coppe Campioni con il Milan. E un secondo posto mondiale da tecnico della Nazionale.

Alla domanda se ha qualche aneddoto da raccontare sulla sua esperienza sulle coste del Mar Baltico, Giorgio Russo risponde in maniera eloquente: «Direi di no, preferisco altri giri di campo».

Una frase curiosa, che denota un carattere allegro, ma allo stesso tempo lo spirito di un ragazzo che fa dell’applicazione sul campo e dell’impegno professionale i suoi marchi di fabbrica.

Altro che vita da studente universitario in Erasmus, come ha fatto intendere nell’intervista a proposito della sua esperienza al Suduva.

Giorgio Russo vive di calcio ma soprattutto per il calcio. Perchè il calcio è la cosa più importante. Anzi, come ha dichiarato una volta Arrigo Sacchi, «è la cosa più importante tra quelle meno importanti».

Un motto che rispecchia bene il modo di intendere la vita di Giorgio Russo: lo “sconosciuto” attaccante italiano che, un afoso 9 luglio, ha ammutolito gli ultras dell’Hajduk Spalato.

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