Luigi Cennamo: il portiere italo-greco portatore sano all’estero di napoletanità

Luigi Cennamo, classe 1980. Portiere italiano nato a Monaco di Baviera ma cresciuto a Salonicco. L'inizio ideale per finire in un racconto di

Luigi Cennamo, classe 1980, è attualmente il portiere dello Skoda Xanthi, squadra della serie A greca. Luigi ha la cittadinanza italiana, pur essendo nato a Monaco di Baviera e cresciuto a Salonicco.

Papà napoletano, mamma greca, nato a Monaco di Baviera e cresciuto a Salonicco. Ha avuto un’infanzia tempestosa e sballottata, Luigi Cennamo.

Classe 1980, di professione portiere, oggi Luigi difende i pali dello Skoda Xanthi, squadra della Super League greca: la nostra serie A.

Dando un’occhiata alla sua carta d’identità, Cennamo è italiano.

Ma a dirla tutta, del Bel Paese gli rimane soltanto la cittadinanza. Dopo anni e anni trascorsi nella culla della civiltà occidentale, con qualche esperienza all’estero tra Inghilterra, Cipro e Israele, Luigi si sente un greco a tutti gli effetti.

L’italiano lo mastica appena, nonostante nome e cognome tradiscano le sue origini. Partenopee.

«Mio padre è di Napoli, mentre mia mamma è greca. Intorno alla metà degli anni Settanta, i miei genitori si trasferirono in Baviera per trovare lavoro in fabbrica. Allora, erano in tanti a scappare dalla Grecia per cercare occupazione: è per questo che sono nato in Germania. Poi, nel 1983, siamo andati a vivere a Salonicco, dove sono cresciuto».

E dove Cennamo ha compiuto i primi passi da calciatore. Salonicco è una città moderna. Fiorente centro commerciale e capoluogo della Tessalonica, regione della Grecia nord-orientale.

Cennamo, nonostante la cittadinanza italiana, si sente a tutti gli effetti un cittadino greco. Gran parte della sua carriera si è svolta ad Atene, tra Olympiakos, Egaleo e Atromitos.

Cennamo, nonostante la cittadinanza italiana, si sente a tutti gli effetti un cittadino greco. Gran parte della sua carriera si è svolta ad Atene, tra Olympiakos, Egaleo e Atromitos (nella foto).

Una città che, fin dai tempi di Alessandro Magno, è stata terra di conquista di Romani, Slavi, Normanni, Ottomani, Bulgari e Tedeschi.

Una città cosmopolita e multiculturale, perfetta per un giovanissimo italo-greco che, crescendo, diventa sempre meno “italo” (d’accordo, pagherò i diritti di copyright a Luca Cordero di Montezemolo) e sempre più greco.

«Da piccolo mi sentivo un “italiano vero”, ma dopo alcuni anni, non avendo vissuto né giocato in Italia, ho cominciato a sentirmi un greco a tutti gli effetti. Infatti il greco è diventato la mia prima lingua. Ma c’è un filo che mi lega in modo indissolubileall’Italia: l’amore per Napoli e per il Napoli, che ho ereditato da mio papà».

C'è un filo che lega in modo indissolubile Cennamo all'Italia. L'amore per Napoli e per il

C’è un filo che lega in modo inestricabile Cennamo all’Italia. L’amore per Napoli e per il “Ciuccio”. Luigi cresce nel mito di Maradona? Macchè. Di Claudio Garella. Del portierone che ha vinto due scudetti con due “provinciali”, Napoli e Verona.

Erano gli anni di Maradona.

Del trio delle meraviglie che formava insieme a Giordano e Careca. Ma-Gi-Ca. Tutti i bambini napoletani solevano imitare le prodezze dei tre tenori di Corrado Ferlaino.

Tutti tranne uno: uno scugnizzo mezzo greco che, al Pibe de Oro, preferiva Garella.

«In porta mi sono sempre sentito a mio agio. Ho sempre giocato in quel ruolo, anche nel Paok Salonicco. Fino alla chiamata dell’Olympiakos, nel 1997: un regalo di Dio».

L’Olympiakos era quanto di meglio si potesse desiderare.

La squadra del Pireo, meglio nota in Grecia con l’epiteto di “Thrylos”, ovvero “leggenda”, era reduce dal primo di una lunghissima serie di titoli nazionali.

Nel 1997 Cennamo lascia il Paok per l'Olympiakos, diventandone il terzo portiere. In questa foto, Luigi è il primo da sinistra della fila in alto.

Nel 1997 Cennamo lascia il Paok per l’Olympiakos, diventandone il terzo portiere oltre che estremo difensore titolare della “Berretti”. In questa foto, Luigi è il primo da sinistra della fila in alto.

Ci giocava gente come Eleftheropoulos, Georgatos, Đorđević, Alekos Alexandris (127 gol in maglia biancorossa) e Giannakopoulos, eroe della truppa di Rehhagel che avrebbe vinto gli Europei del 2004.

Dopo due anni di settore giovanile, Cennamo va in prestito all’Egaleo, squadra del sobborgo occidentale di Atene, in serie B.

27 presenze ufficiali e un primo assaggio del rapporto con una delle squadre più importanti della sua carriera. In futuro, infatti, come vedremo ci tornerà.

Un imberbe Luigi Cennamo accarezza il sogno come un dito. È campione di Grecia, seppur da terzo portiere. Ma se è per questo, anche Amelia passa da campione del mondo.

Un imberbe Luigi Cennamo accarezza il sogno come un dito. È campione di Grecia, seppur da terzo portiere. Ma se è per questo, anche Amelia passa da campione del mondo.

Rientrato all’Olympiakos, rimane ai margini della prima squadra fino al 2001, quando si trova a un bivio.

Luigi può firmare un nuovo contratto con lo squadrone ateniese o accettare un’offerta dall’Inghilterra.

Alla porta di casa Cennamo bussa Stan Ternent, tecnico del Burnley. Quell’anno, nel club della serie B inglese, i calciatori greci vanno di moda. Ternent ne vuole portare a casa tre.

Michopoulos, portierone del Paok; il centravanti dell’Akratitos Papadopoulos ( che nel 2008/2009 avrà una fugace esperienza nel Lecce) e Cennamo. Quindici anni fa, nelle gerarchie del calcio europeo, dietro la serie A, veniva quello inglese.

Nel caso di Cennamo, siamo pienamente autorizzati a parlare di

Nel caso di Cennamo, siamo pienamente autorizzati a parlare di “perfida Albione”. L’Inghilterra e il Burnley saranno per Luigi un cattivo ricordo, una brutta esperienza da mettere alle spalle.

È per questo che Luigi firma per i Clarets, inizialmente in prestito per sei mesi.

Gli è andata male. Non parlategli dell’Inghilterra, please!

«La mia esperienza al Burnley è stata un disastro. L’unica partita che ho giocato – contro il Cheltenham in Fa Cup, il 27 gennaio 2002 nda – non è andata bene. In realtà, quel giorno, tutta la squadra è stata un disastro. Facile per l’allenatore scaricare tutte le colpe su di me! Quella volta, mi sono bruciato la mia unica opportunità di mettermi in evidenza in appena 70 minuti».

Quarto turno di Coppa. I Clarets marcano visita a Whaddon Road, casa del Cheltenham, club di categoria inferiore.

Dopo 20 minuti di studio tra le due squadre, Cennamo sostituisce l’infortunato Michopoulos e nel giro di ¼ d’ora subisce un micidiale uno-due che, da un lato, estromette il Burnley dalla prestigiosa Fa Cup; dall’altro, segna la parola fine sulla sua sfortunata esperienza oltremanica.

A differenza di tanti altri, non gli viene concessa una seconda chance.

Tant’è che poche ore dopo il fattaccio, mister Ternent acquista in fretta e furia Marlon Beresford dal Middlesbrough.

Dimenticato il Lancashire, Cennamo riparte dalla serie B greca e precisamente dal Panargiakos e dal Proodeftiki (nella foto).

Dimenticato il Lancashire, Cennamo riparte dalla serie B greca e precisamente dal Panargiakos e dal Proodeftiki (nella foto).

E Cennamo, che fino ad allora era sempre andato in panchina, passa il resto del campionato in tribuna.

Primavera 2002. Mentre scorrono i titoli di coda nel rapporto tra Cennamo e il Burnley, il portierone italo-greco si guarda intorno.

Tornare in patria è la cosa migliore: bisogna dimostrare che le “cappelle” di Burnley sono state solamente un incidente di percorso. In un anno e mezzo, Luigi si divide tra Panargiakos e Proodeftiki, due modeste squadre di serie B, dove gioca con la giusta continuità.

Nel 2003 la prima grande svolta della sua carriera. Cennamo passa all'Egaleo, dove rimarrà tra alti - molti - e bassi fino al 2008.

Nel 2003 la prima grande svolta della sua carriera. Cennamo passa all’Egaleo, dove rimarrà tra alti – molti – e bassi fino al 2008.

È grazie alle buone prestazioni collezionate con i Lupi di Argo e le Fenici di Nikaia che il ragazzo si guadagna una nuova chiamata dall’Egaleo, dove aveva già giocato nel 1999/2000.

Tornare nella capitale gli fa bene, per ragioni di visibilità e di carriera. La squadra milita dall’anno prima in serie A ed è proprio con i biancoblù che Cennamo esordisce finalmente nella massima divisione greca.

«L’Egaleo era una piccola società, ma molto ben organizzata. Lì ho passato cinque anni facendo il primo e il secondo portiere. Mi sono trovato bene ma purtroppo la mentalità del presidente alla lunga ha danneggiato l’ambiente e dopo tre anni in A, abbiamo ottenuto una doppia retrocessione consecutiva (2007-2008)».

Gli anni all'Egaleo serviranno a Cennamo per affinare le sue doti di portiere. Le sue specialità? Coraggio nelle uscite in presa alta e attenzione maniacale alla comunicazione con i compagni della difesa.

Gli anni all’Egaleo serviranno a Cennamo per affinare le sue doti di portiere. Le sue specialità? Coraggio nelle uscite in presa alta e attenzione maniacale alla comunicazione con i compagni.

Proprio con la maglia biancoblù, il 21 ottobre 2014 Cennamo si toglie la soddisfazione di esordire in Europa League contro il Middlesbrough.

Una sorta di ideale rivincita contro il suo allenatore che ai tempi del Burnley, aveva preso un portiere dal “Boro” per spedirlo in tribuna dopo la giornataccia avuta in Fa Cup.

Foto di squadra dell'Apep Pitsilia 2009/2010. Cennamo è l'ultimo della seconda fila. La società gli chiede di contribuire a raggiungere la salvezza. Mission accomplished!

Foto di squadra dell’Apep Pitsilia 2009/2010. Cennamo, ultimo a destra della seconda fila, aiuta la società a conquistare la salvezza nella A cipriota.

Lasciato l’Egaleo, dove una volta, prima di scendere in campo per una partita di serie C, gli era stato “gentilmente consigliato” di non scendere in campo (e ha preferito starsene a casa), Cennamo firma con l’Apep Pitsilia, squadra neopromossa nella serie A cipriota.

La società di Kyperounta gli affida il ruolo di portiere titolare per ottenere la salvezza: obiettivo che a fine stagione viene raggiunto per la prima volta nella storia del club.

Nel 2010 la seconda svolta della sua carriera. Il passaggio al Panetolikos lo consacra come uno dei migliori portieri del Paese.

Nel 2010 la seconda svolta della sua carriera. Il passaggio al Panetolikos lo consacra come uno dei migliori portieri del Paese.

«Come ho fatto ai tempi del Burnley, mi sono portato dietro la mia famiglia. Era l’unico modo per non soffrire di nostalgia. Il livello del campionato cipriota? Basso, l’importante è stato salvare la squadra dalla retrocessione. Nessun problema con la lingua, dato che anche lì si parla greco».

Un anno all’estero basta e avanza a Cennamo, che nel 2010 accetta l’offerta del Panetolikos. Un club di serie B ma molto ambizioso, che inizia la stagione senza nascondersi: vuole salire in Super League.

Il fotomontaggio che il Panetolikos pubblica sul suo sito nel 2011 per celebrare l'eccellente stagione di Cennamo, premiato con il titolo di MVP della squadra salita in serie A.

Il fotomontaggio che il Panetolikos pubblica sul suo sito nel 2011 per celebrare l’eccellente stagione di Cennamo, premiato con il titolo di MVP della squadra salita in serie A.

L’esperienza con i Canarini di Agrinio diventa una delle più importanti della carriera del portiere italo-greco.

Infatti, è in maglia gialloblù che Cennamo raggiunge la piena maturazione professionale, trascinando in A il Panetolikos a suon di parate. E guadagnandosi un premio individuale molto importante: MVP della stagione 2010/2011 della Beta Ethniki (serie B).

Kostas Gialamidis è direttore responsabile di Xanthi-Sport, rivista dedicata a tutto ciò che ruota attorno allo sport nella città di Xanthi. Gialamidis traccia un ritratto a 360° di Cennamo.

Kostas Gialamidis è direttore responsabile di Xanthi-Sport, rivista dedicata a tutto ciò che ruota attorno allo sport nella città di Xanthi. Gialamidis traccia un ritratto a 360° di Cennamo.

A questo punto bisogna aprire una parentesi.

Nel nostro racconto, Cennamo ha appena superato i 30 anni, entrando così nella sua piena maturità calcistica. Ma che tipo di portiere è Luigi? Ce lo racconta Kostas Gialamidis, direttore della rivista – e dell’omonimo sito internetXanthi Sport.

«Per noi Greci, Luigi non è italiano: è greco. Vivere e giocare per tanti anni in questo Paese gli ha permesso di assimilare tutto del nostro stile di vita. Grazie al talento e al duro lavoro, è diventato un portiere affidabile e continuo. La sua principale qualità? Il carisma. Lo dimostra sul campo parlando in continuazione con i suoi difensori. Ma il discorso non è solamente caratteriale. Per i suoi 35 anni, Cennamo ha ottimi riflessi: è un portiere completo sotto tutti i punti di vista, fisicamente e mentalmente».

Quando si vuole raccontare la carriera di un calciatore, di solito si fa riferimento ai numeri.

Il logo di Xanthi-Sport, che racconta quotidianamente partite e allenamenti della squadra della città della Tracia.

Il logo di Xanthi-Sport, il più importante portale sportivo della città della Tracia.

Il giornalista Kostas Gialamidis non è da meno e li snocciola con straordinaria facilità.

«Le cifre parlano chiaro. In quasi vent’anni di carriera Cennamo ha totalizzato: 222 partite, 19.953 minuti in campo, 4 diversi Paesi e la fiducia di 10 team diversi. Ma Luigi non è un robot e la sua vita si svolge anche al di fuori del campo da calcio. L’attuale portiere dello Xanthi ama la natura e le automobili; quando il tempo lo consente adora avventurarsi attraverso i boschi della Tracia».

Tarda primavera 2011. Cennamo festeggia la vittoria del campionato di serie B. Questa volta, a differenza di quando faceva il terzo portiere dell'Olympiakos. la Coppa è davvero sua.

Tarda primavera 2011. Cennamo festeggia la vittoria del campionato di serie B. Questa volta, a differenza di quando faceva il terzo portiere dell’Olympiakos. la Coppa è davvero sua.

«Aperta parente, chiusa parente», come diceva Totò.

Tornando all’esperienza di Cennamo al Panetolikos, la stagione 2011/2012 è avara di soddisfazioni. Cennamo mantiene il posto da titolare ma la squadra non riesce a evitare l’onta della retrocessione immediata in cadetteria.

Il 2 agosto 2012 Cennamo tenta il grande salto in Medio Oriente, destinazione Israele. Il Maccabi Netanya gli offre un contratto annuale e i galloni da titolare: Cennamo accetta e totalizza complessivamente più di 30 presenze tra campionato, Coppa nazionale ed Europa League.

Cennamo ha appena tolto dall'angolino un pallone scoccato dalla distanza. La maglia è quella del Maccabi Netanya, squadra del campionato israeliano.

Cennamo ha appena tolto dall’angolino un pallone scoccato dalla distanza. La maglia è quella del Maccabi Netanya, squadra del campionato israeliano, dove Luigi rimane tra il 2012 e il 2013.

«La mia esperienza in Israele è stata unica, proprio ‘middle-east’! A differenza delle altre volte, ho avuto qualche difficoltà con la lingua. Comunicare con la difesa non era facile, ma alla fine è bastato imparare le 20 parole fondamentali».

Nel 2013 Cennamo firma con l'Atromitos. Per Luigi significa tornare ad Atene, la città dove ha giocato per più anni. A Peristeri trova il concittadino Stefano Napoleoni.

Nel 2013 Cennamo firma con l’Atromitos. Per Luigi significa tornare ad Atene, la città dove ha giocato per più anni. A Peristeri trova il concittadino Stefano Napoleoni.

Come successo sistematicamente nel corso della sua carriera, un anno fuori dalla Grecia è abbastanza per il portiere di origini napoletane, che nell’estate 2013 torna ad Atene e per la precisione a Peristeri, sede della forte squadra dell’Atromitos.

La stella blu su sfondo bianco dell'Atromitos campeggia in bella vista all'altezza del cuore. Con una super stagione, Cennamo contribuisce al terzo posto dell'Atromitos nella stagione 2013/2014.

La stella blu su sfondo bianco dell’Atromitos campeggia in bella vista all’altezza del cuore. Con una super stagione, Cennamo contribuisce al terzo posto dell’Atromitos nella stagione 2013/2014.

È qui che Cennamo conosce un altro personaggio noto ai più fedeli lettori di “palloninfuga”: Stefano Napoleoni, professione attaccante.

«Firmare per l’Atromitos è stata un’ottima scelta per la mia carriera. A Peristeri ho giocato tantissime partite come primo portiere e la squadra era veramente forte. Mi chiedi di Napoleoni. Con lui, fuori dal campo, non ho trascorso tantissimo tempo. Ma in partita il feeling tra di noi era ottimo, lui gioca sempre con grande gioia ed è un ragazzo ambizioso e sempre sorridente».

Nel 2014, Cennamo entra nella top 3 dei migliori portieri del campionato greco. Una grande soddisfazione e una piccola rivincita nei confronti di chi al Burnley lo disprezzava.

Nel 2014, Cennamo entra nella top 3 dei migliori portieri del campionato greco. Una grande soddisfazione e una piccola rivincita nei confronti di chi al Burnley lo disprezzava.

La prima stagione con l’Atromitos è tra le migliori della sua carriera.

Cennamo è titolare fisso e tra campionato e play-off, dove la squadra ottiene e conferma il terzo posto che vale la qualificazione in Europa League, colleziona la bellezza di 40 presenze complessive.

Il calcio greco si accorge una volta di più delle sue qualità e la Federazione lo candida nella top 3 dei portieri migliori dell’ultima stagione.

L’anno dopo il bielorusso Harbunow, già portiere della Nazionale del suo Paese, gli soffia il posto da titolare, ma Cennamo non si scompone e si fa trovare pronto in 14 occasioni.

Non gli manca la fiducia dell’ambiente e la società lo ribadisce rinnovandogli il contratto fino al 2016.

Cennamo rimane all'Atromitos per due stagioni. Nel 2015 arriva la risoluzione consensuale e Luigi cambia casacca: firma con lo Skoda Xanthi, storica formazione della serie A greca.

Cennamo rimane all’Atromitos per due stagioni. Nel 2015 arriva la risoluzione consensuale e Luigi cambia casacca: firma con lo Skoda Xanthi, storica formazione della serie A greca.

Ma nel 2015 Luigi ha a che fare con una sorpresa che avrebbe volentieri evitato: l’Atromitos gli comunica di cambiare aria e Cennamo si accasa nella sua attuale squadra, lo Skoda Xanthi.

«Un nome, un perché», direbbe la Gialappa’s Band.

La ragione è semplice. Nel 1991 la principale società greca di importazione delle automobili ceche ha acquistato la società, cambiandone anche la denominazione. Una scelta che a Cennamo non sarà dispiaciuta, data la sua passione per le macchine.

Cennamo tira un urlaccio ai compagni, probabilmente per consigliare il giusto piazzamento in barriera. Tra i suoi punti di forza, la continua comunicazione con la difesa.

Cennamo tira un urlaccio ai compagni, probabilmente per consigliare il giusto piazzamento in barriera. La pignoleria nella comunicazione con la difesa è tra i suoi principali punti di forza, insieme a riflessi e reattività.

Finora, nelle prime sei partite di campionato, Luigi ha incassato appena 5 gol di cui 3 dai suoi vecchi amici dell’Olympiakos.

La stessa squadra con cui ha vinto da terzo portiere gli unici trofei della sua carriera: tre campionati e una Coppa nazionale.

A 35 anni, calcisticamente parlando, Cennamo è agli sgoccioli. Sarebbe interessante vederlo giocare in Italia. Luigi negli anni ha provato a venire a giocare da noi, ma senza risultato.

Cennamo non ha mai vinto il pallone d'oro, ma gode di una tifoseria personalizzata con pochi eguali.

Cennamo non avrà mai vinto il pallone d’oro, ma pochi calciatori possono vantare un gruppo “personalizzato” di tifosi di sesso femminile.

«Mi sarebbe piaciuto mettermi alla prova in serie A, ma purtroppo temo che sia tardi. Il mio futuro? Alla mia età non posso fare programmi: mi alleno e mi preparo partita dopo partita. Sarà il mio corpo a dirmi quando sarà arrivato il momento di smettere. Cosa mi piacerebbe fare in futuro? Lavorare per un settore giovanile, ovviamente come preparatore dei portieri. Intanto sto pensando di fare un salto in Italia per imparare le metodologie di allenamento dai più bravi preparatori».

Luigi Cennamo (o

Luigi Cennamo (o “Tzennamo” che dir si voglia) ha mantenuto intatta la sua napoletanità. Un sentimento di appartenenza alla cultura partenopea, idealmente coniugato con lo spirito pratico – e pragmatico – dei Tedeschi.

Cennamo ha sempre lavorato sodo. In silenzio, con coscienza, ogni santo giorno.

La mazzata di Burnley avrebbe steso un toro. Ma si sa, la gente mediterranea è tosta e sotto un apparente velo di allegra indolenza, indossa il manto della serietà e della determinazione.

Luigi, figlio di un operaio, ha riposto questo manto nell’armadio. E se lo è portato dietro ovunque, tranne che in Italia, anzi a Napoli, capitale ideale della Magna Grecia.

Dove ha lasciato il cuore, gonfio di orgoglio e amor patrio.

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4 comments

  1. Pingback: Ιταλική αναγνώριση! | ΞΑΝΘΗ Sport
  2. Pingback: Agrinio Sports | Οι Ιταλοί μιλούν για Τσενάμο και Παναιτωλικό!
    • robertobordi · ottobre 16, 2015

      So glad to be spoken about by agrinio-sports! Thank you guys and “forza Panetolikos!” 🙂

      Mi piace

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