Gianluca Scamacca: lo Zlatan Ibrahimovic romano plasmato da Roberto Muzzi ed esploso nel Psv Eindhoven

ITA AUSTRIA GOL UND 17 FEB 2015

Gianluca Scamacca è uno dei più grandi talenti del calcio giovanile italiano. Grazie ai suoi 195 cm di altezza e al suo stile di gioco, gli addetti ai lavori lo hanno paragonato a Zlatan Ibrahimovic. Niente male…

Lo chiamano lo Zlatan Ibrahimovic italiano: un soprannome di cui è particolarmente orgoglioso.

Classe 1999, Gianluca Scamacca è uno dei prodotti più interessanti del calcio giovanile italiano.

Ma, rispetto agli altri adolescenti, ha una peculiarità.

No, l’altezza non c’entra, per quanto lo renda un autentico spilungone rispetto alla maggior parte dei suoi coetanei (è alto 195 centimetri).

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Scamacca durante la presentazione con la maglia del Psv. Gianluca ci è arrivato ad appena sedici anni. Un banco di prova importante per un ragazzo che ha sempre vissuto nella sua città natale: Roma.

Nonostante i 17 anni appena compiuti (è nato a Roma il giorno di Capodanno), il ragazzo vive con sua madre ad Eindhoven, in Olanda, dove si è trasferito nel gennaio 2015 in un mare di polemiche.

La Roma non voleva lasciarlo andare.

Proprio i giallorossi, nel perdere per strada i giovani più promettenti del settore giovanile, sono maestri. Come non pensare a Davide Petrucci?

Petrucci

Le storie di Davide Petrucci e Gianluca Scamacca si intrecciano. Entrambi cresciuti nel vivaio romanista, entrambi tifosi della Roma, entrambi ceduti tra le polemiche a una società straniera.

Petrucci aveva abbandonato la capitale per il Manchester United, attratto dalla prospettiva di salire sul palco magico del “Teatro dei sogni” della Premier League: l’Old Trafford.

E proprio i Red Devils tornano anche nella storia di Scamacca, che ha pensato per la prima volta di lasciare la Roma dopo una giornata trascorsa a Carrington, sede del gigantesco centro sportivo dello United.

Era il 2014.

Nella cittadina della Greater Manchester, com’è chiamata l’area metropolitana dell’ormai ex centro industriale britannico, Scamacca aveva partecipato con i Giovanissimi Nazionali della Roma alla Manchester United Premier Cup, un trofeo internazionale giovanile noto anche come Torneo Nike (di cui Scamacca sarebbe diventato testimonial).

CONBRUNOCONTI

Scamacca alla Roma ha vinto tutto, compreso un indimenticabile Scudetto con i Giovanissimi Nazionali della Roma. Nella sua esperienza nella capitale, il ragazzo ha legato tantissimo con due istituzioni romaniste: Bruno Conti e Roberto Muzzi.

E proprio lì, grazie al suo fisico da fromboliere e alla sua tecnica fuori dal comune, aveva attirato l’attenzione di diverse società di Premier League, tra cui il Southampton allenato dall’ex Barcellona Ronald Koeman.

Alla Roma, Scamacca ha vinto tutto. Lo Scudetto dei Giovanissimi Nazionali contro gli arcirivali della Juventus, certo. Ma soprattutto il titolo di capocannoniere, con un numero di gol superiore alle presenze.

Per questo motivo, la prospettiva di giocare un altro anno con gli Allievi non lo stimolava più di tanto.

CONTRO L'AJAX

Scamacca immortalato durante una fase di gioco in una partita del campionato giovanile olandese tra Psv Eindhoven e Ajax.

Con Bruno Conti, responsabile del vivaio romanista, era in corso una trattativa per promuoverlo direttamente nella formazione Primavera, bypassando lo step precedente.

Già, ma con quali prospettive?

È per questo che quando si è fatto avanti il Psv Eindhoven, la più importante realtà del calcio giovanile olandese insieme all’Ajax, Scamacca ha detto sì.

Ma non è stata è una scelta facile.

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Gianluca Scamacca in una foto di repertorio con la maglia della Roma. Il giovane centravanti di Fidene è uno sfegatato tifoso giallorosso, ma la sua carriera è stata “macchiata” da una breve esperienza nel vivaio dei cugini laziali.

Tutte le volte che gli viene chiesto il suo sogno, il pupillo di Bruno Conti risponde di volere a tutti i costi esordire allo stadio Olimpico con la maglia della Roma.

Segno che gli anni trascorsi a Trigoria, dove era sbarcato dopo qualche stagione nel vivaio laziale, gli sono rimasti nel cuore.

È impossibile parlare di Scamacca senza attaccargli addosso la scomoda etichetta del predestinato.

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Da piccolo Scamacca, data un’altezza fuori dal comune, comincia ad appassionarsi al basket. Ma sarà un amore breve. Gianluca comincia a giocare a calcio e inizia una trafila che lo porterà a cambiare quattro maglie, prima del passaggio al Psv.

Tutto comincia a Fidene, borgata romana della periferia nord della capitale. Qui Scamacca comincia a praticare dello sport. Il suo primo amore è la pallacanestro: l’altezza lo aiuta, eccome se lo aiuta.

Un amore che tuttavia finisce presto, convincendolo a iscriversi alla scuola calcio del Delle Vittorie e poi della Cisco Roma, dove gli zii lo propongono per un provino.

Scamacca è solo un bambino, ma il suo cuore ha già cambiato colore per metà: è rosso e giallo. Come i colori della Roma.

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Il curriculum del romanista Scamacca è stato “macchiato” da una fugace esperienza alla Lazio.

Ma gli osservatori della Lazio lo vedono giocare in un torneo a Tor Bella Monaca e lo ingaggiano insieme a suoi tre compagni di squadra.

Come ha ammesso con sincerità in un’intervista, a quel tempo la sua tecnica era ancora da affinare.

Per trasformare Scamacca in un grande attaccante, c’era bisogno dell’esperienza di un grande allenatore.

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Roberto Muzzi ha legato la sua carriera di calciatore e di allenatore alla Roma. A lui Scamacca riconosce il merito di averlo trasformato in un attaccante vero, limando i difetti che si portava dietro da ragazzino.

Gianluca, passato ai Giovanissimi Èlite giallorossi, lo trova in una vecchia volpe del calcio italiano: Roberto Muzzi, nato a Roma e cresciuto come lui nel vivaio della Lupa.

Muzzi, 98 gol in serie A con le maglie – tra le altre – di Udinese, Roma (ovviamente) e Cagliari, rivede in Scamacca la sua voglia di esplodere quando era un ragazzino a cui Dino Viola, lo storico presidente giallorosso dello Scudetto del 1983, augurava di seguire le orme di Roberto Pruzzo.

E qui arriviamo alla descrizione delle qualità fisiche e tecniche di Gianluca Scamacca. In effetti, il paragone tra lui e Muzzi è un azzardo.

Scamacca è alto 195 cm e dotato di un fisico imponente che lo rende imbattibile nei colpi di testa ed efficace nei contrasti, mentre Muzzi era un giocatore più brevilineo che, a differenza del suo allievo, aveva soprattutto le doti di finalizzatore, di cecchino implacabile.

Ma Muzzi prova a plasmarlo pensando al se stesso di quindici anni prima.

Gianluca, va bene lavorare per la squadra, ma ti allontani troppo dall’area di rigore. Per segnare gol tra i professionisti devi imparare a muoverti negli ultimi sedici metri, stoppando e tirando appena ti capita l’occasione. Smettila di fare il veneziano: siamo a Roma, anzi, alla Roma”.

Muzzi lavora sui piedi e soprattutto sulla testa di Scamacca, che ancora oggi gli attribuisce gran parte del merito della sua esplosione.

Come detto, il ragazzo è precoce. I gol sono davvero molti, frutto del suo fiuto da vero attaccante, ma soprattutto di un corpo slanciato che catalizza gli occhi di spettatori e addetti ai lavori.

Scamacca è grande e grosso e questo in partita lo aiuta molto.

Ma c’è di più. Osservando le sue prodezze con la maglia della Roma, impressionano una visione del gioco più da centrocampista che da attaccante e l’eccezionale precisione nei passaggi.

SCAMACCA ROMA

Gianluca Scamacca, fin da piccolo, vanta un’altezza di gran lunga superiore ai suoi coetanei. Ma i 34 gol segnati in 30 presenze con i Giovanissimi Nazionali della Roma non si spiegano soltanto con la sua stazza imponente, è chiaro.

Scamacca è un terminale offensivo vecchio stampo. I palloni spioventi sono tutti suoi. Altezza ed elevazione non lasciano scampo agli avversari.

Impossibile strappargli il pallone. Quando lavora la sfera spalle alla porta, è inutile provarci.

Scamacca la tiene attaccata ai piedi, appoggiandosi subito sul compagno più vicino o lanciando in profondità l’esterno d’attacco con una lunga sventagliata, per poi fiondarsi in area di rigore.

Un patrimonio di qualità tecnico-tattiche che il ragazzo ha acquisito dopo centinaia, anzi, migliaia di sedute di allenamento nella Roma e non solo.

azzurro

Gianluca Scamacca è uno dei più grandi talenti del calcio giovanile italiano. Grazie ai suoi 195 cm di altezza e al suo stile di gioco, gli addetti ai lavori lo hanno paragonato a Zlatan Ibrahimovic. Niente male…

Infatti, nel 2014 Scamacca viene convocato nell’Under 15 azzurra di Antonio Rocca e nell’Under 16 di Tedino, dove segna 3 gol in 6 partite.

Nello stesso periodo (parliamo della seconda metà del 2014), molti pensieri si affastellano nella mente del ragazzo.

I siti e le riviste specializzate insistono: il Psv Eindhoven lo vuole.

È tutto vero.

Dutch Eredivisie - "PSV Eindhoven v SC Heerenveen"

In Olanda c’è il mitico Ajax di Cruijff, d’accordo. Ma non scordiamoci il Psv, sigla di “Philips Sport Vereniging” (ovvero Unione Sportiva Philips). Un nome curioso che si spiega con il fatto che la società era nata nel 1913 per dare vita a una squadra dove potessero giocare gli impiegati della Philips.

La società olandese, che nello staff tecnico delle giovanili vanta vecchie conoscenze del calcio europeo e italiano come Ruud Van Nistelrooy e Mark Van Bommel, offre a Scamacca e famiglia tutto ciò che si addice alle esigenze di un calciatore di sedici anni e dei suoi cari.

Un centro sportivo di eccellenza.

Un corso accelerato di lingua olandese.

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Gianluca Scamacca è uno dei più grandi talenti del calcio giovanile italiano. Grazie ai suoi 195 cm di altezza e al suo stile di gioco, gli addetti ai lavori lo hanno paragonato a Zlatan Ibrahimovic. Niente male…

Una scuola internazionale dove portare a termine gli studi superiori.

Un lavoro per la mamma.

E – cosa più importanteniente pressioni.

È proprio questo l’aspetto decisivo che convince Scamacca ad accettare le avances di Marcel Brands, responsabile tecnico del vivaio del Psv.

E poi in Olanda ci sono più opportunità, come ha confessato lo stesso Scamacca a Calciomercato.com.

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Francesco Totti, l’ottavo re di Roma (o il nono, dato che lo stesso appellativo era stato assegnato a Paulo Roberto Falcao). Totti esordì in giallorosso nel 1993, a 17 anni. La stessa età di oggi di Scamacca. Ma di Totti ne nasce uno ogni cent’anni. Eppure, Scamacca sogna di ripercorrerne le orme.

In effetti, le storture denunciate da Gianluca hanno un sapore di déjà vu.

La storia recente del calcio italiano è piena di ragazzi che hanno lasciato il  Belpaese per l’impossibilità di affacciarsi in prima squadra.

Una possibilità che Scamacca, alla Roma, temeva di attendere per sempre.

Così, all’inizio del 2015, Scamacca si mette Roma e l’Italia alle spalle e si tuffa nella nuova avventura olandese.

CONTRO POLONIA

Scamacca, negli ultimi anni, ha sempre mantenuto una media realizzativa altissima, che gli ha aperto le porte delle Nazionali giovanili azzurre.

Il centravanti italiano, entrato nel frattempo nel giro dell’Under 17, viene aggregato all’omonima rappresentativa dell’Eindhoven, in attesa magari di passare allo Jong Psv, la rappresentativa Under 19 che gioca nella serie B olandese.

All’inizio di febbraio il nome di Scamacca entra a gamba tesa nei bloc-notes dei giornalisti sportivi italiani.

Il ragazzo partecipa al Torneo di Viareggio e si fa notare nella partita contro il Milan del suo compagno di squadra in azzurro Gianluigi Donnarumma.

Scamacca entra nella ripresa per far salire la squadra ma non si accontenta, tanto che, approfittando di un errore in uscita del suo amico portiere, apparecchia per un compagno il gol del decisivo 2-1.

Nel dopopartita Scamacca viene avvicinato da alcuni giornalisti e ne approfitta per togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, celebrando la qualità del gioco e delle strutture sportive trovate in Olanda.

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L’esultanza di Scamacca dopo il gol segnato all’Austria nell’amichevole di preparazione all’Europeo under 17 che si è svolto in Ungheria.

Il 18 febbraio Gianluca segna in amichevole, contro i pari età dell’Austria, un gol importante in Under 17, meritando così la convocazione per l’Europeo di categoria in programma a maggio in Bulgaria, dove l’Italia sarà eliminata ai quarti di finale dalla Francia di Zidane junior.

Nel frattempo, Scamacca si afferma come uno dei calciatori più promettenti del campionato olandese under 17, dove dimostra doti balistiche e tecniche fuori dal comune.

Il Psv, soddisfatto della sua crescita sotto il doppio profilo calcistico e umano, nel novembre 2015 gli rinnova il contratto fino al 2018.

SCAMACCA 1

L’esperienza olandese di Scamacca, salvo colpi di scena, è destinata a durare almeno fino al 2018. Quando il ragazzo avrà 19 anni e forse, confidando nella politica seguita dal Psv, avrà già esordito in prima squadra.

Scamacca afferma che il prolungamento della sua esperienza olandese è uno stimolo a fare ancora meglio, lavorando settimana per settimana per esordire prima o poi in prima squadra.

Leggendo la sua scheda sul sito ufficiale del settore giovanile del Psv, si scopre che il suo giocatore olandese preferito è Memphis Depay.

Southampton v Queens Park Rangers - Premier League

Gianluca Scamacca è innamorato follemente della tecnica di Memphis Depay. Ma a nostro avviso ha caratteristiche che lo fanno assomigliare a Graziano Pellè, il giocatore che ha dato lo spunto per creare questo blog.

Un caso che l’ex calciatore dei “contadini”, come sono soprannominati i giocatori del Psv, giochi proprio nello United di cui l’attaccante romano si era innamorato due anni fa? Forse no.

Anche se Scamacca assomiglia più a Graziano Pellè che a Depay, va sottolineato che il centravanti romano ha colpi tali da ricordare la fantasia e il talento del giocatore che ha ereditato il numero di maglia di Beckham.

Dario Paolillo, il suo procuratore (oltre che agente di un certo Hachim Mastour), gestisce un canale su Youtube dove carica settimanalmente le prodezze del suo assistito. Tra tunnel, colpi di tacco, lanci chirurgici e capolavori balistici, il repertorio tecnico di Scamacca è amplissimo.

UND15

Gianluca Scamacca con la maglia numero 9 della Nazionale under 15. A lui l’augurio di arrivare un giorno a vestire quella della Nazionale vera.

D’accordo, si sta parlando di un ragazzo giovanissimo che deve ancora crescere tanto. La storia del calcio contiene una galleria sterminata di promesse non sbocciate. Ma Scamacca ha già un vantaggio importante.

Ha carattere e voglia di emergere. Lo si capisce dalle sue interviste, in cui parla di sè e dei suoi sogni con parole da calciatore affermato. Da adulto.

Gianluca Scamacca ha tutto ciò che serve per diventare un campione. Ora spetta a lui dimostrarlo. Una cosa è certa: sentiremo ancora parlare di lui.

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